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Linguaggi e tendenze fra teatro e danza si incontrano a Prato in “Contemporanea”

Gabriele Rizza
Linguaggi e tendenze fra teatro e danza si incontrano a Prato in “Contemporanea”

Dal 17 al 27 un cartellone con 18 compagnie per 25 repliche si sviluppa fra Metastasio, Fabbricone e altri spazi scenici

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Gabriele Rizza

Per il teatro, e per lo spettacolo in genere, non è stato un anno facile. Il Metastasio di Prato non si è perso d’animo. Ha tenuto accesa la fiaccola dell’operatività senza perdere il contatto col pubblico, ha avviato con successo percorsi alternativi, ha messo in campo originali strumenti produttivi, si è dotato di una sperimentale (che potrà tornare utile in futuro) piattaforma creativa e di un nuovo direttore artistico nella persona di Massimiliano Civica e infine condisce di spunti interessanti la stagione 2021/22. Che al solito trova il suo incipit nella formula di “Contemporanea”, festival interdisciplinare di tendenza «dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza marcatamente la ricerca compositiva e la metodologia della visione», per dirla con Edoardo Donatini, anima e mente della kermesse in programma dal 17 al 27 settembre, spalmata fra Metastasio, Fabbricone, Magnolfi, Fabbrichino, SpazioK, l’ex cinema Excelsior, il giardino di Palazzo Buonamici e il Contemporanea Bistrot nell’ex chiesa di San Giovanni.

Lo schema ormai collaudato mette insieme percorsi artistici nazionali e internazionali, spettacoli, installazioni, incontri, performance, produzioni site specific, presentazioni editoriali. «L’edizione di quest’anno – sintetizza Donatini – con 18 compagnie per un totale di 25 repliche e più di 80 artisti ospiti, rivolge la sua attenzione al futuro e in particolare alla “forza della fragilità” che altro non è che la vita, il dipanarsi del nostro destino che ci tiene in equilibrio senza lasciarci cadere, al di là delle impetuose trasformazioni dei modelli di riferimento dettate dallo shock pandemico».

Fra gli artisti stranieri spiccano i nomi di Phia Ménard che presenta un provocatorio lavoro per sette danzatrici sulla libertà sessuale, del coreografo francese Boris Charmatz con la sue ipnotiche formule numeriche, della performer tedesca Eva Meyer-Keller che elabora il suo teorema omicida su un mosaico di rosse ciliegie, del ceco Viktor Cernický con una performance che riflette sull’idea di costruzione, decostruzione e ricostruzione schizofrenica dell’universo, per finire con la coreografa greca Lenio Kaklea che ricostruisce il paesaggio di una città attraverso gesti e abitudini invisibili dei suoi abitanti, col ginevrino Simon Senn e la sua conferenza-spettacolo densa di domande esistenziali e psicoanalitiche, con la coreografa svizzera Tabea Martin che sfrutta ingenuità e fantasia proprie dell’immaginario infantile per tematizzare le comuni percezioni della vita dopo la morte. E ancora Cherish Menzo che rivisita le modelle iper-sensuali protagoniste dei video delle canzoni hip-hop, la svizzera Teresa Vittucci che decostruisce metaforicamente il mito della Vergine Maria e smantella i codici di proprietà e dominazione sessuale. E poi, un focus sulla coreografa italiana Elisabetta Lauro, una creazione di Luna Cenere e un lavoro di Francesca Foscarini sull’estetica del punk-rock. Completano il cartellone la compagnia Tpo, Oscar De Summa, i Maniaci d’Amore e Kronoteatro, Elisa Pol che dialoga con Raffaella Giordano tra paesaggio e individuo, Maurizio Braucci e Annalisa D’Amato che si interrogano su come il fenomeno del casting trasformi vite in spettacolo.

Info e programma completo www.metastasio.it.

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