«Quando canto sono Sintesi». La versiliese Camilla conquista Castrocaro
La 17enne ha ottenuto il primo posto ex aequo nel prestigioso festival. «La musica è la mia passione, ma devo migliorare e c’è anche la scuola...»
Ad un passo dal successo. «Eppure sono felice. Come potrei non esserlo?». Camilla Bernabò, nome d’arte Sintesi, ha 17 anni, è di Pietrasanta, frequenta la classe quinta di un liceo linguistico versiliese e qualche giorno fa, sul piccolo schermo di Rai 2, si è vista assegnare dalla giuria del Festival di Castrocaro uno straordinario primo posto a pari merito con Simone Veludo. Anche se alla fine è stato quest’ultimo, con un migliore piazzamento nella classifica degli inediti, a salire sul podio più alto. Per la giovanissima cantante versiliese resta comunque una grandissima affermazione in un concorso fra i più importanti a livello nazionale.
A proposito, come la dobbiamo chiamare, Camilla o Sintesi?
«Va benissimo Sintesi. In fondo rispecchia la mia persona nel mondo della canzone».
Perché questo nome d’arte?
«A mia madre piaceva Camilla, a mio padre Giorgia. Così, mi hanno chiamato Camilla Giorgia. Che a dirla tutta è un po’ troppo lungo anche se in parte mi rappresenta. Sono una che parla tanto. Tantissimo. Così, i miei mi hanno sempre detto: dai, sintesi. E allora quando ho pensato a un nome d’arte che sentissi mio, ho scelto appunto Sintesi perché nello scrivere canzoni ho trovato la capacità di condensare i miei pensieri».
Come è andato lo sbarco sul palcoscenico di Castrocaro?
«Prima di salirci ero molto agitata, ma nel momento in cui ho cominciato a cantare è passato tutto. C’era solo la musica. Una sensazione molto bella».
Si era già esibita davanti al pubblico?
«Solamente una volta. Farlo poi a Castrocaro, in un contesto così importante, è veramente qualcosa di straordinario. Anche perché solitamente il mio pubblico, è rappresentato dai miei genitori. Però con i conduttori dello spettacolo, con i giurati, con gli altri cantanti, si è subito instaurato una rapporto molto bello. Spontaneo. Non sono frasi fatte, è andata veramente così. Ci sentiamo e ci leggiamo su una chat ancora oggi che il concorso è finito».
Qual è stato finora il suo percorso musicale?
«Ho 17 anni ed è in fondo un percorso breve anche se la musica è sempre stata il mio sogno. Ho iniziato a prendere lezioni di canto da un paio di anni a Pietrasanta, poi sei mesi fa sono passata al Musicantiere di Carrara. In mezzo tanto tempo trascorso nella mia camera ad ascoltare musica, cantare, scrivere canzoni con la mia tastiera suonata da autodidatta. Poi, la scorsa primavera, sulle piattaforme è uscito “Astronauta”, che sentivo come il modo più forte di farmi conoscere. Contemporaneamente mi sono iscritta al Festival di Castrocaro ed è stato emozionante passare le diverse selezioni».
Un brano, “Astronauta”, che resta impresso nella mente: come nasce questa canzone?
«È stato uno sfogo: dopo la quarantena ho sentito l’esigenza di dire qualcosa, di propormi. Affronta i temi della diversità e della normalità, due concetti che se ci pensiamo bene sono molto più simili di quanto possiamo immaginare».
Ha fatto riferimento alla pandemia: come l’ha vissuta?
«È stato un periodo difficile. Un periodo che ci ha costretto a rinunciare a quella vita di relazione che è così naturale della mia età. Mi sono sempre più chiusa nella mia camera ad ascoltare musica, cantare, suonare. Poi ho ricominciato ancora con più convinzione con Musicantiere di Carrara con cui ho prodotto il mio singolo, grazie ad Alessandro Di Dio Masi che ha fatto l’arrangiamento e a Federica Olivieri, la mia vocal coach».
E il domani di Sintesi?
«Devo pensare a finire la scuola. Insomma, il primo pensiero sono i libri. Al tempo stesso continuerò, con sempre maggiore entusiasmo, a dedicarmi alla musica. Devo migliorarmi. Adesso che ho avuto un po’ la possibilità di farmi conoscere attraverso Rai 2 e Radio 2, so che dovrò continuare a lavorare, a crescere. Sono i miei primi passi, ma la passione e il desiderio di provarci sono dirompenti e forse è anche per questo che sono arrivata a questa finale, con mia grande sorpresa in mezzo ad altri finalisti che hanno tutti già avuto molte esperienze».
Partecipare ai contest o a dei talent?
«Forse in futuro, chissà. Ma prima devo pensare a studiare: a scuola e per la mia musica».
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