Il presidio
Il festival 20Eventi è un documentario firmato da Mura
Il videomaker ha girato un racconto filmato dell’estate piombinese ricca di artisti e spettacoli
Sara Chiarei
PIOMBINO. Che il Festival “Piombino 20 Eventi” sia nato con lo specifico scopo (oltre che offrire un cartellone di qualità) di creare una valida promozione turistica del nostro territorio, è cosa nota. In linea con questa filosofia, quest’anno l’organizzazione si è avvalsa di una nuova figura, il giovane (appena 29 anni) ma già affermato documentarista cecinese Mattia Mura, vincitore di numerosi premi e con alle spalle un’esperienza triennale come videomaker presso Fabrica a Treviso. Proprio qui l’ultimo anno ha conosciuto il grande Oliviero Toscani con il quale ha continuato a collaborare anche successivamente. Il suo particolare approccio alla realtà lo porta spesso a partire per paesi lontani, solo nell’ultimo anno ha lavorato in Slovacchia, Ecuador, Turchia. «Collaboro con Piombino da molto tempo – dice Mura – nel 2013 ho iniziato con la Lotus e da quel momento mi sono innamorato della città. Sono spesso in giro ma se dovessi acquistare una casa, vorrei che fossi qui». A Piombino, ha seguito con la sua telecamera tutti i 27 spettacoli della kermesse, raccontando sia gli artisti che la città. Dalle oltre 5 ore di girato verranno quindi selezionati 20 minuti di filmato che godrà di un taglio documentaristico vero e proprio. Il titolo del progetto è “Solo la musica è all’altezza del mare” slogan scelto questa estate per la promozione del Festival e che farà da filo conduttore anche per le interviste raccolte nell’arco degli ultimi due mesi che non riguarderanno solo il percorso o i progetti futuri degli artisti ma anche, e principalmente, il loro rapporto con il mare. Un racconto che andrà pertanto oltre la musica o il teatro ma coinvolgerà la città, le sue bellezze e tutti i protagonisti della seconda edizione di “Piombino 20 Eventi” approfondendone aspetti caratteriali e umani meno noti al grande pubblico. Una volta confezionato, si conta di far girare il documentario girare non solo sui social, ma anche attraverso canali televisivi che più avanti verranno resi noti.
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