Bob Dylan accusato di molestie sessuali a una dodicenne avvenute 56 anni fa
La donna afferma di soffrire ancora oggi delle conseguenze Il cantante: «Tutto falso, mi difenderò vigorosamente»
new york. L’accusa è sconvolgente già in sé, e lo diventa ancora di più visto il “calibro” del personaggio che viene tirato in ballo, tanto che la notizia, lanciata da Usa Today, ha immediatamente fatto il giro del mondo. Una donna che oggi ha 68 anni (il quotidiano statunitense la identifica con le iniziali J. C.) accusa Bob Dylan – oggi ottantenne – di aver abusato sessualmente di lei nella primavera del 1965, quando lei aveva 12 anni e il mitico cantautore ne aveva 24.
I documenti legali ottenuti da Usa Today riportano che la donna accusa Dylan di abusi sessuali e minacce di violenza fisica perpetuati più volte in un periodo di sei settimane tra aprile e maggio 1965, con alcuni fatti che si sarebbero verificati nell’appartamento che Dylan aveva all’epoca nel leggendario (ma anche maledetto) Chelsea Hotel a New York. I documenti legali affermano inoltre che Dylan «sfruttò il suo status di musicista» per fornire illegalmente droghe e alcol alla ragazza minorenne. Un portavoce di Dylan ha detto in una dichiarazione ufficiale che «l’accusa è falsa» e che il cantautore si difenderà «vigorosamente».
L’accusatrice, che vive Greenwich, ricca cittadina costiera nello Stato del Connecticut, ma di fatto alle porte di New York, afferma che il cantautore, per i fatti avvenuti 56 anni fa, le ha causato «gravi danni psicologici e traumi emotivi» e chiede un risarcimento per una cifra non specificata e un processo con giuria. Secondo la donna, la star avrebbe compiuto «atti predatori, sessuali e illegali», che sarebbero «stati fatti intenzionalmente da lui nei suoi confronti senza il suo consenso». E afferma inoltre di aver subito «grave disagio mentale, angoscia, umiliazione e imbarazzo, nonché perdite economiche», e ancora di aver riportato «cicatrici emotive e danni psicologici», depressione e attacchi di ansia, di cui ancora soffre le conseguenze. L’azione legale è stata presentata il 14 agosto, l’ultimo giorno prima della scadenza dei termini previsti da una legge dello Stato di New York, che consentiva alle vittime di abusi subiti durante l’infanzia di costituirsi in giudizio contro i loro aggressori a prescindere da quanto vecchi siano i fatti denunciati.
Bob Dylan all’epoca dei fatti evocati dalla sua accusatrice era già piuttosto affermato, nel marzo 1965, quindi poche settimane prima degli episodi contestati, era uscito il suo album “Bringing it all back home”, ma non è certo che in quel periodo il musicista e poi Premio Nobel vivesse al Chelsea Hotel, l’albergo sulla 23ª strada di Manhattan che aveva a lungo ospitato Dylan Thomas, dove Sid Vicious dei Sex Pistols accoltellò a morte la fidanzata Nancy Spungen, Arthur Clarke scrisse “2001 Odissea nello Spazio”, e dove vivevano tumultuosamente nello stesso appartamento Leonard Cohen e Janis Joplin. Secondo quanto riporta l’Enciclopedia Britannica Dylan abitò stabilmente lì dal 1961 al’64 e poi certamente nel 1966.
Amici dell’artista gettano dubbi sulla veridicità del racconto. Citate da ShowbBiz411, fonti vicine al cantante sostengono che Dylan all’epoca faceva ancora coppia fissa con Joan Baez, in aprile sarebbe stato in tour sulla West Coast prima di partire il 26 di quel mese per Londra, e all’inizio di giugno lo si ritrova in uno studio della Bbc per registrare due special.
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