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Con Riondino si parla di Dante in ottava rima
Questa sera (21,30) alle Terme Tamerici a Montecatini l’attore è affiancato dai poeti Emilio Meliani e Mauro Chechi
Non c’è pace per padre Dante. Del resto l’occasione del settecentenario è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. E poi si possono cercare percorsi originali che fanno del Sommo poeta sempre più un nostro contemporaneo. Insomma molti sono gli spunti che collegano l’eredità dantesca e che arrivano fino ai giorni nostri. È quello che fa il Festival intitolato a Giorgio Gaber giunto alla 17esima edizione e che dalla Versilia, dove ha base, si dipana per la Toscana.
Che in tre puntate, presso il sempre suggestivo scenario delle Terme Tamerici a Montecatini, ha appunto collegato la grande tradizione letteraria della Divina Commedia a spunti altrettanto poetici legati alle trame della contemporaneità.
Un percorso originale di cui si è reso protagonista Davide Riondino. Che dopo la serata imbastita la scorsa settimana insieme a Davide Rondoni sulle tracce di “Tipi danteschi” di varia origine e provenienza, si cimenta stasera con la formula, di cui è eccellente interprete, della poesia in ottava rima, genere squisitamente toscano, legato alle radici più autentiche e popolari della nostra regione. Ad accompagnarlo in questo itinerario che promette sorprese sono due compagni di viaggio altrettanto allertati e allenati: i poeti Mauro Chechi e Emilio Meliani.
La vocazione giullaresca è affabulatrice di Riondino trova nell’occasione una valida sponda in Mario Tobino, autore di quel “Biondo era e bello”, biografia romanzata dedicata all’Alighieri, di cui Riondino leggerà alcuni passi. Che saranno il pretesto per una conversazione a due voci, assolutamente non programmata, fra Chechi e Meliani, che si sfideranno a colpi di strofe di otto endecasillabi, come richiede questa particolare forma poetica, per individuare e tracciare profili inediti della figura dantesca.
Un susseguirsi di storie, episodi, fatti e aneddoti arricchiti dagli interventi e dagli intermezzi di Riondino, in veste di suggeritore quando non di autentico guastafeste e provocatore.
L’ultimo è conclusivo appuntamento della “terzina” dantesca in ricordo di Gaber è programmata per venerdì 20 quando a svelare nuove combinazioni fra i versi di Dante e la ricaduta sulla nostra canzone sarà Giulio Casale, che propone un recital dal titolo decisamente colloquiale e giovanilistico come “Dante pop”. Un altro tassello di quel mosaico che riporta la parola aulica di Dante nel campo del lessico “volgare” che è poi il linguaggio di tutti i giorni, di cui le canzonette sono spesso la spia più autentica.
L’ingresso agli spettacoli è libero. Inizio ore 21,30.
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