Le foto di Roster per capire l’Elba e i suoi cambiamenti
Fino al 15 settembre gli scatti con cui lo scienziato mostra l’isola nel passaggio dall’Ottocento al Novecento
PORTOFERRAIO. Nelle sale del forte Inglese è visitabile la mostra “L’Elba di Giorgio Roster. La trasformazione del paesaggio tra Otto e Novecento negli scatti dello fotografo scienziato”, tutti i giorni fino al 15 settembre con l’orario di consueta apertura al pubblico dalle 18 alle 20. «Non è stato facile organizzarla – ammette Giuseppe Battaglini che ne ha curato l’edizione –. Ci abbiamo lavorato due anni. Ma la fatica è valsa la pena».
Grandi pannelli esplicativi disposti e ordinati in modo tematico e lungo una linea del tempo sia sulla storia del forte sia sul personaggio di primissimo piano: il risultato finale è un museo multimediale dedicato alla figura dello scienziato Giorgio Roster (1843-1927). Medico, professore e igienista, appassionato di fotografia, mineralogia e botanica, Giorgio Roster fu uno dei protagonisti della cultura scientifica ottocentesca. Soggiornò all’Elba in estate, a partire dal 1875 nella villa dell’Ottonella, a Portoferraio. La mostra valorizza le eccellenze del territorio elbano e le narra attraverso le fotografie, i contributi e l’acuto sguardo di questo “turista” d’eccezione.
«Le fotografie esposte – aggiunge Battaglini – offrono una lettura interessante di Portoferraio e degli altri centri elbani. Colgono visivamente il passaggio da una economia agricola, con le vigne quasi a ridosso del mare, a quella industriali che si verificò a Portoferraio con l’installazione degli altiforni e dello stabilimento Ilva con i primi del secolo scorso. Ma è sintomatico che da quest’epoca fino ai nostri giorni il nome Ilva (traduzione di Elba) sia sopravvissuto, riconosciuto e applicato per traslato a qualsiasi impianto siderurgico, in particolare il più grande stabilimento industriale d’Europa, quello di Taranto».
I cambiamenti del paesaggio nel golfo di Portoferraio si notano a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Escludendo poi il versante minerario dell’Isola, le foto documentano il passaggio da un’economia primaria a quella terziaria che si andrà sempre più affermando e diffondendosi. Rimanendo nelle fotografie è esposto un montaggio che riprende il promontorio di Portoferraio dalle Grotte a 360 gradi: Roster non ha fatto altro che congiungere vari scatti insieme per riprodurre alla fine un quadro molto fedele alla realtà. Di più. Annota egli stesso delle interessanti osservazioni che oggi, purtroppo, a causa del pessimo stato del cartone dove le foto erano appoggiate, non sono più visibili. Ma Roster era un naturalista. C’è un quaderno con tutte le alghe che è riuscito a prelevare nel golfo di Portoferraio.
Grazie alla collaborazione con il Museo Galileo, la mostra si arricchisce di una cospicua biblioteca digitale tematica, che raccoglie virtualmente l’ingente patrimonio documentario dello scienziato.
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