Il Tirreno

Il flauto magico di Griminelli arriva a Pietrasanta

Elena Torre
Il flauto magico di Griminelli arriva a Pietrasanta

L’artista delle “contaminazioni” pop, da Pavarotti a Sting per «il ritorno a un ruolo di primo piano per la musica» 

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Elena Torre

Andrea Griminelli è un musicista straordinario, la sua tecnica incredibile e le sue interpretazioni ne fanno uno dei flautisti più conosciuti ed amati. Sarà protagonista della serata del 1° agosto nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta per la rasegna “Pietrasanta in concerto” con Yuri Bashmet, direttore, e I Solisti di Mosca con Jing Zhao al violoncello.

Quando nasce la sua passione per il flauto?

«I miei genitori non erano musicisti. Come la maggior parte dei bambini a scuola l’insegnante di musica ci faceva suonare il flauto. Nel giro di una ventina di giorni si rese conto che suonavo tutti i brani che generalmente si imparavano nel triennio, capì che c’era qualcosa di particolare e iniziò a regalarmi dischi di flauto di Severino Gazzelloni, mi prese per mano e fu lei che mi aiutò a iscrivermi al conservatorio a Reggio Emilia a 11 anni. Fu l’ascolto di quei dischi che mi fece innamorare del suono del flauto».

Tanti concerti, poi la fama anche oltre oceano grazie a Pavarotti.

«Pavarotti mi chiese di esibirmi come solista quando nei suoi concerti lui si riposava e così iniziai a seguirlo nelle tournée. Mi trovai al Madison Square Garden in diretta per la BBc, poi i grandi concerti di Central Park e tanti altri, un sogno per qualsiasi ragazzo». Pavarotti, Bocelli e tanti altri grandi della musica.

«Sì sono molto amico del più grande tenore del mondo di oggi Andrea Bocelli che conobbi tramite Pavorotti e proprio con Bocelli oggi duetto con gli stessi brani che suonavo con lui che tra l’altro mi fece conoscere anche Sting, Zucchero, Brian Adams avvicinandomi alla musica pop, jazz. Sono stato amico di Ennio Morricone che ha scritto veramente brani bellissimi sia di musica da film che classica. La musica sempre di più sta diventando globale in un dialogo costante. Piazzolla stesso fino a non troppi anni fa era considerato l’accompagnatore di Milva mentre ora è riconosciuto come un compositore classico. Idem per Nino Rota».

Cosa vorrebbe per la musica oggi?

«Ho sempre cercato nella mia vita di fare cose di qualità e vorrei che la musica fosse sempre di più solo di qualità perché quello che si pensa oggi tra talent e programmi vari è che basti un po’ di talento per essere un musicista ma non è così. Vorrei che la musica classica tornasse ad essere trasmessa in tv a orari normali e non la notte, ad avere un ruolo preponderante non solo in Italia». —

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