Il Tirreno

Il Chianti si candida a diventare l’ottava meraviglia della Toscana

elena torre

Tutti i comuni del distretto del vino propongono all’Unesco di dichiarare la zona Patrimonio mondiale dell’Umanità 

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elena torre

Potrebbe diventare l’ottava meraviglia di Toscana. Dopo Pisa, Firenze, San Gimignano, la Valdorcia e gli altri luoghi speciali. Certo a stabilirlo dovrà essere l’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite che affida il bollino di “Patrimonio dell’Umanità” a città e posti speciali. Ora a questo titolo ambisce anche il Chianti, la contea più amata dagli inglesi e dagli stranieri che nei decenni ha assunto perfino la denominazione britannica di “Chiantishire”.

In effetti, la Toscana è per chi vive all’estero spesso sinonimo di Italia. Paesaggi inconfondibili, colline morbide bionde di grano su cui svettano i cipressi, filari di vigne rigogliose e oliveti argentei. Il Chianti non a caso ha visto soprattutto in questi ultimi decenni arrivare dalla Gran Bretagna, Germania, Francia, gli Stati Uniti persone che hanno scelto di trascorrere in questa “contea” le estati, le vacanze e perché no la pensione; che hanno ristrutturato vecchi casolari, acquistato poderi e trasformati in agriturismi. Non stupisce, quindi, che sia stato avviato il percorso affinché il “Paesaggio culturale del Chianti classico” possa essere inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.

«La giunta – annuncia la Regione – ha approvato lo schema di protocollo d’intesa fra la Regione Toscana, i sette Comuni del Chianti il Consorzio Vino Chianti Classico e la Fondazione per la Tutela del Territorio Chianti Classico che predisporrà la candidatura al titolo ufficiale di quella che è già considerata un’icona del paesaggio culturale italiano». Si tratta di «un percorso che va avanti da tre anni –sottolinea il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – in questo momento abbiamo approvato il protocollo di intesa siglato da tutti i comuni del Chianti e la Regione Toscana per formalizzare l’ultima tappa della candidatura. Quando la prima volta se ne parlò –aggiunge – ero presidente del consiglio regionale nel 2016 in occasione dei festeggiamenti per i trecento anni del bando con cui Cosimo III dei Medici fece la prima legge al mondo che tutelava dei vini garantendone esportazione e qualità. Si trattava del Chianti Classico, il Pomino, il Valdarno Superiore e il Carmignano, che esistono ancora oggi di cui il Chianti è il più prestigioso».

A questo risultato si arriva grazie all’accordo generale di tutti comuni dell’area. L ’ultimo a dire di sì è stato Gaiole in Chianti. «Dal punto di vista del paesaggio è unico al mondo – continua Giani – in cui i vigneti convivono sulle colline con i boschi e con un territorio storico di grandissimo pregio, Villa del Brolio del comune di Gaiole in Chianti tanto per fare un esempio è una castello che ha avuto un ruolo fondamentale in questi secoli, la residenza da cui Bettino Ricasoli prese l’iniziativa per il referendum che portò la Toscana all’unità d’Italia nel 1860 referendum che poi si concretizzò con il voto il 11 e 12 marzo del 1860. Non manca nulla: storia profonda, paesaggio naturalistico d’eccezione di equilibrio e armonia, qualità del marchio DOC del Chianti classico nel mondo». I confini di questa “ottava meraviglia” di Toscana sono quelli della zona di produzione del Chianti classico, come disegnati nel 1932 dal decreto che definì l’area di produzione di questo vino conosciuto in tutto il mondo. E corrispondono ai confini dell’attuale distretto rurale del Chianti.

Certo la procedura non sarà semplice né breve. Infatti ora i ministeri della Cultura e della Transizione ecologica valuteranno lla richiesta edecideranno se inviarla alla Commissione Nazionale per l’Unesco. La quale a sua volta deciderà se chiedere e all’Unesco (mondiale) di inserire il Chianti fra i patrimoni dell’Umanità. Insomma gli esami da superare tanti. Ma è il minimo per poter stare a fianco delle altre sette meraviglie di Toscana: i centri storici di Firenze, Pienza, San Gimignano, Pisa (piazza del Duomo) San Gimignano, Valdorcia (paesaggio), Ville e Giardini medicei. —

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