Meteo
«I soldi dell'Europa siano la svolta per il Paese»
La ricetta dell'ex segretario dei Democratici di sinistra Piero Fassino intervistato a Calambrone dal direttore del Tirreno Stefano Tamburini
CALAMBRONE (PISA). Piero Fassino, ex segretario dei Democratici di Sinistra e oggi presidente della commissione Esteri della Camera dei deputati, in conclusione dell’intervista con il direttore del Tirreno Stefano Tamburini sul palco della rassegna “Eliopoli Summer” a Calambrone, non ha avuto problemi a dichiarare di sentirsi più tranquillo oggi, con Mario Draghi a capo del governo, che non un anno fa, quando al suo posto c’era Giuseppe Conte, pur riconoscendogli il merito di aver affrontato bene l’emergenza iniziale della pandemia. Una tranquillità che probabilmente prende forza dal profondo e convinto europeismo di Fassino emerso durante tutto il corso dell’intervista pubblica e che vede Draghi come la personalità emergente nel panorama politico europeo, con Angela Merkel che si prepara a uscire di scena ed Emanuel Macron alle prese con parecchi problemi.
La campagna vaccinale che deve proseguire speditamente, la necessità di liberalizzare i brevetti dei vaccini per permettere di immunizzare anche le parti del mondo più povere garantendo per un certo periodo finanziamenti pubblici alle aziende farmaceutiche per la ricerca, così come i 220 miliardi di euro che stanno arrivando all’Italia dall’Europa, hanno fatto da cornice all’intervista. La pandemia ha prodotto dei cambiamenti nelle abitudini di tutti e alcuni di questi saranno irreversibili, ma Fassino ha anche evidenziato la miopia della politica di questi ultimi 15-20 anni in alcuni ambiti pubblici strategici, come quello sanitario, in cui si è operato dei tagli che hanno messo in evidenza come questi ne producano il malfunzionamento.
«Oggi nessuno accetterebbe più che in una legge di bilancio venissero tagliati i fondi alla sanità – ha affermato il presidente della commissione Esteri – così come c’è da spiegare che introdurre la flat tax al 17% significherebbe tagliare i servizi che sono pagati dalla fiscalità generale, tra cui rientra anche il servizio sanitario universale come quello italiano».
Un chiaro richiamo a non fare troppa demagogia senza spiegare le conseguenze di certe proposte che hanno il solo scopo di rincorrere il consenso, «un consenso immediato – ha evidenziato Fassino – che non si concilia con una politica generale di lunga visione che invece è fondamentale per la programmazione di scelte importanti. La programmazione svolge un ruolo importante soprattutto in questo momento in cui, con la pandemia, l’Italia ha a disposizione una quantità ingente di risorse derivanti dall’Europa e con queste dare una svolta alla crescita del Paese. Tutto questo sta anche dimostrando che appartenere all’Europa significa avere una maggiore forza contrattuale in un mondo globalizzato con economie sempre più forti come quella cinese o indiana».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
