Il Tirreno

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Dall’antico Egitto alla Mesopotamia tre notti di viaggi con l’Archeofilm

Il suggestivo scenario dell’area archeologica di Roselle durante una passata edizione dell’ArcheoFilm festival
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Il suggestivo scenario dell’area archeologica di Roselle durante una passata edizione dell’ArcheoFilm festival

Nello straordinario scenario di Roselle torna la rassegna che racconta la storia

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ROSELLE. Nella terra degli etruschi, “a casa” degli etruschi, torna il Roselle ArcheoFilm festival – Premio Fioravanti, unico festival cinematografico in Italia dedicato all’archeologia che si svolge in un sito archeologico. E che sito. L’Area archeologica nazionale di Roselle, alle porte di Grosseto, è una delle rarissime testimonianze di città etrusca – fino a noi sono giunte per lo più solo necropoli – e con il suo suggestivo affaccio sulla pianura maremmana, dall’alto di un colle immerso nel verde, è già di per sé uno spettacolo.

Questo gioiello dal 16 al 18 luglio ospita la 3ª edizione del festival, tre serate sotto le stelle a ingresso gratuito, prenotazione consigliata.

La prima serata del festival, venerdì 16 luglio alle 21,15, si apre con il documentario “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52 minuti) e poi “Selinute, città tra due fiumi” di Antonino Pirrotta e Alessandra Ragusa (Italia, 22 minuti). Seguirà una conversazione con Susanna Sarti, direttrice dell’Area archeologica nazionale di Roselle.

Sabato 17 luglio, sempre alle 21,15, il festival va alla ricerca delle tracce dei celti con “I popoli delle dune” di David Geoffroy (Francia, 52 minuti); seguirà “La memoria di un filo” di Franco Zaffanella (Italia, 30 minuti). Al termine, conversazione con la direttrice del Maam Chiara Valdambrini.

Domenica 18 luglio, passaggio in Mesopotamia con “Mesopotamia in memoria, Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia, 50 minuti). A questo punto verrà assegnato il premio Olivo Fioravanti.

La serata proseguirà con la proiezione di “The sound of the beat” di Mirko Furlanetto (Iraq, durata cinque minuti).

Chiude la rassegna serale la conversazione con Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, e Simona Rafanelli, direttrice del Museo archeologico Isidori Falchi di Vetulonia.

Le due proiezioni del pomeriggio, entrambe fuori concorso e in collaborazione con il Maam, sono: “I primi uomini dell’Himalaya” di Clark Liesl (Regno Unito 50 minuti) venerdì 16 alle 18,15 al Museo di Storia naturale della Maremma in strada Corsini 5 (piazza della Palma), e “La stele della tempesta” di Olivier Vandersleyen (Belgio, 64 minuti) sabato 17 luglio al Polo culturale Le Clarisse in via Vinzaglio 27.

L’azienda La Selva, che ogni sera offrirà una degustazione di vini. —

Info 0564 402403, per prenotare www.festivaldimaremma.it e maam.comune.grosseto.it

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