Il presidio
La storia del calcolatore elettronico vista da vicino: ecco “Elea 9003”
Pietro Pescatore
Pisa. Sotto il pergolato di Open Pi si è tenuto un incontro organizzato dall’autore Maurizio Gazzarri per la presentazione del volume “Elea 9003” edito dalle Edizioni di comunità.
Il saggio fa seguito a un romanzo sempre curato dall’autore “I giovani che sfidarono il futuro” e i cui contenuti scientifici sono stati trasfusi in questa seconda opera di Gazzarri.
I ragazzi che scalarono il futuro, vincitore del “Premio della giuria dei lettori” del Premio Biella Letteratura e Industria 2019, è stato un romanzo di grande interesse, che si inserisce in un filone di ricostruzione della storia imprenditoriale italiana che ha visto recentemente altri pregevoli testi come “Il grande Gualino” di Giorgio Caponetti (Utet) e “Giuseppe Borsalino. L’uomo che conquistò il mondo con un cappello” di Rossana Balduzzi Gastini (Sperling & Kupfer).
In Italia negli anni ’50 il calcolatore o “cervello elettronico”, come veniva chiamato in quegli anni, è ancora una rarità; tuttavia nel 1955, su suggerimento di Enrico Fermi, vengono varate due importanti iniziative, una in ambito accademico, l’altra in campo industriale. Ne sono protagonisti l’Università di Pisa che avvia il progetto di un grande calcolatore per usi scientifici (Cep – Calcolatrice Elettronica Pisana), e l’Olivetti, che contribuisce allo sviluppo del progetto e che proprio a Pisa crea un proprio centro di progettazione, affidato all’ingegner Mario Tchou, con l’obiettivo di realizzare un grande calcolatore per applicazioni gestionali.
Nasce così l’Elea, che viene presentato sul mercato nel 1959. È un prodotto d’avanguardia sotto ogni aspetto: per la tecnologia, essendo il primo sistema commerciale disponibile a livello mondiale completamente transistorizzato, la concezione sistemistica e l’originalità del design.
Nel periodo 1959-1964 vengono costruiti ed installati circa 180 esemplari di Elea nelle diverse versioni.
Purtroppo nel 1964 l’Olivetti, a causa di gravi difficoltà finanziarie deve cedere l’intera Divisione Elettronica, che così passa alla multinazionale americana General Electric.
Termina in questo modo la sfida industriale dell’Olivetti nel campo della “grande informatica”, sfida propugnata dall’imprenditore illuminato e “visionario” Adriano Olivetti e finita per la miopia e il completo disinteresse della classe politica e industriale italiana verso un settore strategico per l‘intera economia nazionale.
Quella di Gazzarri è una storia tutta da raccontare. L’autore alla fine della presentazione del volume ha precisato che la genesi del volume è da ricercarsi proprio nel suo amore per la scienza e nei suoi studi universitari di Scienze dell’Informazione. Gazzarri ha ribadito che non considera chiusa la sua esperienza di scrittore che intende, invece, continuare nel futuro magari dedicandosi esclusivamente alla narrativa. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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