Il Tirreno

festival delle colline

«Parlo di accoglienza facendo teatro». Mimmo Lucano debutta sulla scena

Guido Siliotto
Domenico “Mimmo” Lucano, ex sindaco di Riace, 63 anni
◗
Domenico “Mimmo” Lucano, ex sindaco di Riace, 63 anni

Con “Riace Social Blues” l’ex sindaco del paese calabrese ripercorre la sua controversa vicenda umana e giudiziaria

3 MINUTI DI LETTURA





Si chiama “Riace Social Blues”, lo spettacolo che vede protagonista Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace. Il debutto, in prima nazionale, sarà mercoledì al Festival delle Colline, nella serata inaugurale a Villa Il Cerretino di Poggio a Caiano, nel contesto di un cartellone che vedrà, nei prossimi giorni, Raiz & Radicanto, Dillon, Josh Rouse, Emma Tricca, Francesco Baccini, Finaz, Sirio, The Buttshakers e Serena Altavilla (ingresso 5 euro – prevendita su https: //dice. fm e attraverso la app Dice – www. festivaldellecolline. com).

“Riace Social Blues” ripercorre una vicenda che ha segnato in maniera indelebile gli ultimi anni, la storia di un piccolo paese della Calabria dove è stato sperimentato un nuovo modo di intendere l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati politici. Una vicenda che è stata al centro di un aspro dibattito, fino alle accuse della magistratura nei confronti di Lucano e al percorso giudiziario che lo ha coinvolto e che ancora non si è concluso. Sul palco ci sarà proprio Mimmo Lucano, in un dialogo con il giornalista e scrittore Enrico Fierro, oltre ad un monologo di Cosimo Damiano Damato e le incursioni del poeta Baba Sissoko accompagnato dalla sua band, con Djana Sissoko e la danzatrice Lucia Scarabino. «L’idea è stata di Enrico Fierro – spiega Lucano – Come giornalista, ha seguito la mia sorte giudiziaria, consapevole dell’importanza storica di quello che stava accadendo. Mi ha proposto questo progetto e ho accettato con entusiasmo».

Lucano, perché uno spettacolo teatrale?

«Il linguaggio del teatro può servire a divulgare un’idea, ma anche a migliorare la società attraverso la conoscenza. Nel nostro caso sarà l’occasione per narrare la realtà di certi paesi del sud, storie di diritti negati, il destino di tante persone costrette a emigrare. Noi siamo un paese di emigrazione. C’è sempre stata la consapevolezza che dobbiamo scappare per trovare migliori condizioni. Anche i miei figli sono andati via».

Lei è stato protagonista di una stagione importante nell’ambito delle politiche dell’accoglienza.

«È vero, ma il mio coinvolgimento è stato del tutto casuale. Mi piace dire che un capriccio del vento ha portato quella prima nave a Riace e da lì è iniziato tutto per me, prima come cittadino, poi come sindaco. Quell’arrivo inatteso ha fatto breccia sulla dimensione che stavamo vivendo, per immaginare un futuro possibile. È diventato un messaggio di portata globale. Per noi l’obiettivo è diventato quello di rigenerare una comunità attorno ai rapporti umani, ma senza pregiudizi: lo straniero visto come ospite, che porta qualcosa di positivo, ma pure la speranza di far nascere una nuova società possibile a Riace. Non dimentichiamolo, è lo stesso mare dove sono stati trovati i Bronzi, la nostra è la terra di Ulisse, l’ospitalità verso gli stranieri è sacra. Io ho solo provato ad immaginare un riscatto per luoghi destinati all’oblio, senza speranze».

Quale messaggio vorrebbe fosse chiaro, attraverso questo spettacolo?

«Vorrei che tutti capissero che esiste una dimensione umana che prescinde dai nostri privilegi. I diritti non sono prerogativa di pochi, ma di tutti. Non esistiamo solo noi. Vale la pena spendere la vita per gli altri. Riace è una comunità che vive da sempre grandi difficoltà, fortemente condizionata anche dalle mafie. Le persone che sono arrivate, non venivano in vacanza con navi di lusso, ma aggrappate alla morte. Il mare ha portato anche tanti cadaveri. Volevo urlare: non sono criminali, sono vittime che subiscono fame, guerra e miseria, senza scarpe, senza niente. Purtroppo, questo fenomeno è stato al centro di un dibattito violento, troppo spesso in politica i toni sono di forte denigrazione, persino distruttiva. Alla fine, spero che questo spettacolo possa servire per una conoscenza maggiore di una questione che andrebbe valutata senza aggressività e neppure da un punto di vista normativo, ma sul piano della compassione umana». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web