Il Tirreno

CON GLI ARTISTI DI IMMERSIVA 

Dogana d’Acqua stasera “scolpita” dalle luci in un videoshow sul mare

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LIVORNO. Scienza e arte si uniscono in un caleidoscopio di suoni e immagini per un evento unico alla Dogana d’Acqua dal titolo “Porto naturale”, stasera dalle 21,30 a mezzanotte. A distanza di poche centinaia di metri dal silos del porto (accesso gratuito da via del Cedro 38): protagonisti i videoartisti di Immersiva (Nicola Buttari e Martino Chiti)

Nella serata, introdotta dalla guida labronica Fabrizio Ottone, sulle 90 finestre dell’edificio (sede di Ispra e Sant’Anna e della startup Oimmei) là dov’era l’antica barriera lungo le Mura Leopoldine, verranno proiettate suggestive rappresentazioni delle indagini condotte in seno al progetto transfrontaliero “Geremia” (sui reflui delle acque portuali), con i loro “doppi” riflessi nello specchio d’acqua.

«Si è scelta questa forma per spiegare i risultati del progetto in una forma immersiva, allo scopo di avvicinare la cittadinanza a Ispra e alla Dogana d’Acqua», spiega l’assessora Barbara Bonciani. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha definito i parametri biologici, chimico-fisici ed ecotossicologici da utilizzare per la definizione di specifici indici della qualità delle acque portuali: obiettivo della scienza – dice il direttore Alessandro Bratti – è quello di «fornire alla politica i dati sulla base dei quali prendere le decisioni».

«Ci siamo chiesti come arrivare al miglioramento delle acque portuali, partendo dal fatto che un indice integrato finora non esisteva», racconta David Pellegrini, responsabile della sede Ispra di Livorno. Sono state analizzate le acque degli scali portuali di Genova, La Spezia, Olbia e Tolone: «Il lockdown ha permesso di fare prove che dimostrano come la riduzione dell’attività portuale ha migliorato la qualità delle acque, e ha reso possibile certificare questo rapporto».

Le operazioni di videomapping della Dogana d’Acqua sono state una sfida che permetterà di mostrare l’aspetto scientifico e allo stesso tempo di valorizzare un importante edificio di Livorno ma forse poco conosciuto», aggiunge Daniele Mirani per conto del primo centro espositivo multisensoriale italiano. —

Matteo Scardigli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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