Il presidio
Superman non è soltanto una cosa da maschietti Il “corto” di Federico Micali
FIRENZE. Ha ragione la piccola Cloe quando deve scegliere lo zainetto per il suo primo giorno di scuola. Perché negarle quello con Spiderman? Perché le bambine non possono avere un supereroe preferito? Semplicemente perché quelle sono cose da maschi. Meglio una cartella con la fatina magari tendente al rosa. Cloe non ci sta. Scopre che esiste un universo per i maschi e un altro per le femmine. Una divisione che parte dai vestiti e dai giocattoli per arrivare alle immagini usate dalla pubblicità, ai cartoni animati, al vocabolario di tutti i giorni. Racchiude piccole grandi verità nel suo breve tragitto (8 minuti) il corto di Federico Micali “Mi piace Spiderman e allora?”, ispirato all’omonimo libro di Giorgia Vezzoli (Settenove editore), prodotto da Dnart, che venerdì sarà presentato in anteprima al cinema La Compagnia. «Capita – dice Micali – che le domande dei più piccoli smascherino abitudini e pregiudizi duri a cambiare. Gli occhi di una bambina diventano spesso la lente con cui un padre inizia a riscoprire il mondo che lo circonda. Ho scoperto un mondo fatto a compartimenti stagni, in cui le bambine sono subissate fin da piccole da Cenerentole, dall'onnipresente colore rosa. Mi sono imbattuto quasi per caso nel libro della Vezzoli e ci ho ritrovato la sceneggiatura del mio quotidiano, dove le domande mettono a nudo una serie di luoghi comuni appartenenti all'ampia schiera degli stereotipi di genere”. Vincitore del “Bando Non Violenza: lo schiaffo più forte” promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo Spiderman di Micali inizia il suo percorso legato sia a una distribuzione tradizionale nelle sale e nei festival sia a una diffusione nell'ambiente scolastico. —
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