Il Tirreno

Il Teatro del Silenzio non può più tacere: «Subito apertura a cinquemila spettatori»

Sabrina Chiellini
Il Teatro del Silenzio non può più tacere: «Subito apertura a cinquemila spettatori»

L’appello di Paolo Quattrone, che cura gli eventi a Lajatico, alla Regione Toscana: solo così potremo ripartire 

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Il Teatro del Silenzio, come il mondo della musica dal vivo, è pronto a ripartire. Dopo l’annullamento delle date dell’estate 2020 la produzione dell’evento di Andrea Bocelli ha chiesto alla Regione di poter “accendere” le luci del teatro sulle colline di Lajatico per concerti da 5mila spettatori. In questo il Veneto ha aperto la strada. Il presidente Luca Zaia ha accolto la proposta della Fondazione Arena di operare in deroga alla normativa nazionale e ha autorizzato l’organizzazione di eventi con seimila spettatori, rispetto ai mille attualmente previsti dall’ultimo decreto. La Toscana ancora non si è espressa.

Per questo nei giorni scorsi la produzione del Teatro del Silenzio ha chiesto al sindaco di Lajatico, Alessio Barbafieri, di scrivere al presidente Eugenio Giani per chiedere di autorizzare l’apertura del teatro superando il limite dei mille spettatori. Vittorio Quattrone di City Sound & Events, il produttore che per primo ha scommesso sul teatro ideato per “aprirsi” una volta all’anno, torna a chiedere di poter organizzare l’evento. I costi di produzione del teatro , dove ogni anno arrivavano migliaia di spettatori da tutto il mondo, sono così alti che l’evento non può essere organizzato con mille posti. «Al presidente Giani chiediamo di poter tornare a lavorare dopo quasi due anni di stop forzato – spiega Quattrone – Seguendo l’esempio dell’Arena di Verona, dove sono stati autorizzati 6 mila spettatori, che corrispondono a poco più del 50% della capienza, noi per il Teatro di Lajatico chiediamo la stessa deroga. Ci permetterebbe di allestire platea e tribune per 5mila persone». L’anno scorso per i concerti annullati a causa del Covid erano stati venduti 16 mila biglietti che erano stati riprogrammati per le serate del 22 e 24 luglio di quest’anno. «Dobbiamo recuperare la maggior parte di questi biglietti – aggiunge Quattrone –. Esclusi gli spettatori che arrivano dall’Australia e che sanno di non poter venire in Italia, il resto del pubblico ci chiede garanzie. Vuole sapere se siamo in grado di rispettare le date di luglio». I tempi per la macchina organizzativa che in pochi giorni deve allestire un teatro così grande, cominciano ad essere stretti. «Il nostro appello a Giani è quello di poter applicare lo stesso protocollo dell’Arena di Verona, che il 5 giugno apre le porte dell’anfiteatro romano per il primo concerto dal vivo. I due teatri hanno più o meno le stesse caratteristiche. A Lajatico in più abbiamo la possibilità di installare la platea con le eventuali misure di distanziamento indicate in caso di deroga».

Purtroppo la risposta della Regione non sta arrivando almeno nei tempi che la produzione si sarebbe aspettata. «Non abbiamo più molto tempo a disposizione – aggiunge Quattrone – chi arriva dall’estero, per il concerto di Bocelli con la partecipazione di altri artisti di fama internazionale, deve poter acquistare i biglietti aerei con un certo anticipo. Ci sono inoltre strutture ricettive, che lavorano molto con il pubblico dell’evento di Bocelli, che ci chiedono ogni giorno informazioni. Alcune potrebbero decidere di non aprire se non ci sarà il concerto a Lajatico». Ci sono poi 180 persone in standby, sono le maestranze e altri operatori dello spettacolo lavorano al Teatro del Silenzio. A loro si aggiungono gli artisti. Alcuni nei giorni scorsi sono stati a Lajatico ospiti di Bocelli, e hanno girato i primi video al Teatro del Silenzio. Qui, tra l’altro, è stata installata la scultura di Manolo Valdes, “Clio Dorada”, in tema con il “Mistero della bellezza”, titolo dell’edizione di quest’anno. L’entusiasmo non manca, basta vedere i video pubblicati sui social da Eros Ramazzotti, dal violloncellista Hauser, dai 2Cellos e dallo stesso Matteo Bocelli. –

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