Il Tirreno

ALLA PERGOLA 

Pirandello tra ologrammi e una lettura in digitale La scommessa di Germano

G.R.
Pirandello tra ologrammi e una lettura in digitale La scommessa di Germano

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FIRENZE. Se la scommessa era quella di far perdere l'orientamento, di annullare l'identità e di navigare in una condizione di suprema sospensione, Elio Germano l'ha vinta. Dove siamo, cosa guardiamo, ma soprattutto cosa riusciamo a vedere e da quale prospettiva si chiede lo spettatore che “assiste” alla messinscena di “Cosi è se vi pare”, stracult pirandelliano sulla credibilità dell'esistenza, che Germano ha rivisitato e riversato nel solco della realtà virtuale con la complicità Omar Rashid, già sperimentata nel provocatorio “La mia battaglia”. Una messinscena che diventa un nuovo modo di stare a teatro. Che forse non più teatro o che al contrario moltiplica e rafforza lo spaesamento che del vero teatro è il pilastro. Una bella rincorsa: vero, falso, reale, autentico, verosimile, certo, equivoco e via elencando. «Tramite cuffie e visori – spiega Germano - il pubblico si trova a essere non più in una sala teatrale ma all'interno dell'appartamento dove si svolge la storia, più precisamente all'interno del corpo di uno dei personaggi, che vede e ascolta tutto, bloccato su una sedia a rotelle, invenzione non presente nel copione originale, ma il cui distacco e l'ironia con cui legge i fatti aprono la possibilità di un'esperienza unica nel suo genere». Germano ci aggiunge il digitale, così la realtà diventa un clone, un ologramma, una percezione distratta ma concreta: una dimensione della forma spettacolo tradizionalmente intesa che fa a meno dello spettatore. Il progetto, presentato ieri alla Pergola che lo produce, sarà in autunno nel cartellone del Teatro della Toscana, ma prima torna a Firenze d'estate (il 14/7 a Villa Bardini e il 5/8 alla Manifattura Tabacchi). —



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