Il Tirreno

il lutto

Carla Fracci, una Scala verso il paradiso: Milano commossa saluta la sua “farfalla”

Una grande folla commossa davanti alla Scala per la camera ardente
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Una grande folla commossa davanti alla Scala per la camera ardente

In centinaia alla camera ardente e ai funerali. I tram “scampanellano” in onore della regina della danza

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MILANO. Un lungo applauso ha accolto il feretro di Carla Fracci al termine delle esequie che si sono svolte presso la chiesa di San Marco a Milano. Tanta la commozione tra i membri della famiglia, a cominciare dal marito Beppe Menegatti e il figlio Francesco: con lui anche Luciana, la storica assistente della ballerina. Subito dietro l'auto che trasporta il feretro il sindaco di Milano Beppe Sala. All'uscita dalla chiesa l'organo ha suonato le note dell'aria 'Sempre libera' della Traviata di Giuseppe Verdi.

"La immaginiamo vestita di bianco camminare con il suo passo leggero e la accompagniamo fino alle soglie del mistero, fino a quel crinale che dovrà oltrepassare da sola, e lì l'attende il Signore con le braccia aperte". E' uno dei passaggi dell'omelia di monsignor Gianni Zappa, il parrocco della chiesa di San Marco dove si sono svolti i funerali di Carla Fracci. Dell'etolie della Scala don Zappa ha ricordato "la grazie e il coraggio" con cui ha vissuto "fino agli ultimi giorni della sua vita"; un'esistenza caratterizzata "da una grande passione" e da un "profondo rigore", valori espressi attraverso "la danza sui palcoscenici di tutto il mondo", una danza che tuttavia costituiva solo "la punta espressiva della sua danza interiore".

La camera ardente era stata allestita nel foyer del Teatro alla Scala di Milano. Il teatro ha così voluto rendere omaggio alla sua stella, a colei che dalle sale del Piermarini ha portato la grazia e l’eleganza della danza a tutto il mondo, unica ballerina a cui la Scala nella sua storia ha aperto le porte per l’estremo saluto. Tanti, tantissimi i milanesi che si sono messi in fila per salutarla: ad attendere la salma, scortata dal marito e dal figlio, anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha accarezzato con dolcezza la bara. Anche i tranvieri hanno voluto dare il loro personale omaggio facendo scampanellare davanti alla Scala il tram 1, così come era solito fare il padre della ballerina, tramviere alla guida dell’1, ogni volta che passava davanti al teatro.

Le voci commosse di chi l’ha vista danzare dal vivo per tutta una vita si incrociano con quelle dei più giovani che l’hanno conosciuta quando già era un mito. Nel foyer, tra gli altri, un emozionato Roberto Bolle, chiuso nel suo dolore. «Ho conosciuto la signora Fracci quando avevo 10 anni a Roma dove frequentavo la scuola del teatro dell’Opera di Roma e lei era direttrice del corpo di ballo. Me la ricordo sempre presente, agli esami di fine anno, ai saggi: è una figura che ho ritrovato qui al teatro alla Scala dove non mancava mai a una prima, a uno spettacolo», ha raccontato Claudio Coviello, oggi primo ballerino della Scala. Commosso anche il figlio Francesco Menegatti che ne ha ricordato la grande umanità e l’amore infinito per il teatro.

«Era una donna che si sentiva appartenente ai lavoratori di questo incredibile mondo che è il teatro, agli operai, alle sarte di questo e di tutti quelli che ha calcato nel mondo con un’intensità unica», le sue parole. Milano intanto già pensa a come omaggiare la sua stella. «Dobbiamo mantenere la regola dei 10 anni però vedremo cosa fare: certamente il modo per riconoscere il talento e e l’amore che lei ha dato a Milano ci spinge a trovare delle soluzioni», ha precisato il primo cittadino Domani la città si prepara ai funerali che si terranno alle 14.30 nella chiesa di San Marco, trasmessi in diretta su Rai1: per l’occasione Palazzo Marino ha proclamato il lutto cittadino con bandiere a mezz’asta nelle sedi comunali.

Una rosa bianca per Carla Fracci dai ballerini italiani. Così i danzatori del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma hanno voluto ricordare la stella della danza. «Nel giorno del funerale della signora Fracci - scrivono lanciando l' hashtag #unarosabiancapercarla - lasciamo un fiore bianco agli ingressi dei nostri teatri dove risiede ormai l'anima della grande artista. È una idea meravigliosa, se riuscissimo a condividerla tutti, i nostri teatri potrebbero ricoprirsi di fiori».

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