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Cent’anni di Partito comunista in Maremma: al via la ricerca partecipata di documenti

Lina Senserini
A sinistra il verbale della cellula comunista di Boccheggiano del 1938 (ARCHIVIO ISGREC), a destra la direttrice dell'Istituto, Ilaria Cansella
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A sinistra il verbale della cellula comunista di Boccheggiano del 1938 (ARCHIVIO ISGREC), a destra la direttrice dell'Istituto, Ilaria Cansella

Ilaria Cansella, direttrice dell'Isgrec, spiega progetto e mostra in collaborazione con La Quercia e Archivio tradizioni popolari

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GROSSETO. Cent’anni di Pci in Maremma, cent’anni di militanza. A un secolo da quel 21 gennaio 1921, quando a Livorno venne fondato il Partito comunista d’Italia, come venne chiamato allora, l’associazione culturale La Quercia, l’Istituto storico grossetano della resistenza e dell’età contemporanea (Isgrec) e l’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma, hanno deciso di celebrare questa ricorrenza con una ricerca partecipata sul Pci grossetano.

Un ambizioso progetto, lo definiscono, dal titolo “Cent’anni di militanza”, appunto.

Obiettivo: «Offrire alla cittadinanza il risultato di un lavoro condiviso, destinato ad approfondire la conoscenza dei protagonisti non solo della vita amministrativa e politica maremmana, ma anche di quella sociale e associativa del territorio, inserito nel più generale contesto della “Toscana rossa”», spiega la direttrice dell’Istituto storico grossetano della resistenza e dell’età contemporanea, Ilaria Cansella.

Sarà lei a coordinare il lavoro di due ricercatori, Marco Grilli e Valerio Entani, incaricati di raccogliere il materiale, supportati dal personale dell’Istituto e dell’Archivio delle tradizioni popolari.

Come è nata l’idea di questa ricerca?

«L’Isgrec si occupa da sempre dello studio del ceto politico locale, l’Archivio delle tradizioni popolari rivolge il proprio interesse alle storie di vita, alle fonti autobiografiche, alla storia “soggettiva”, La Quercia nasce per promuovere ricerche e indagini sulla storia politica, sociale e culturale della sinistra in Maremma. È stato naturale, quindi, sedersi intorno a un tavolo e mettere insieme idee, proposte e competenze, ciascuno per la propria parte e con il sostegno finanziario della Quercia».

Quali sono gli obiettivi?

«Recuperare le fonti originali, foto, documenti, filmati, diari, testimonianze che raccontano la storia della militanza nel Pci in Maremma. Quindi renderle fruibili ai cittadini, agli storici, ai ricercatori, in modo da conservare un patrimonio popolare che altrimenti potrebbe andare disperso: storie di persone, famiglie, militanti, simpatizzanti, non necessariamente i politici e gli amministratori. Un mosaico popolare da raccogliere, ricostruire e restituire al territorio. La nostra più grande preoccupazione è di essere arrivati troppo tardi, perché tante persone che avrebbero potuto raccontare la loro storia e rendere una testimonianza orale purtroppo non sono più tra noi».

Come farete per raccogliere questo materiale?

«Con un appello sui social e attraverso i media, per coinvolgere il maggior numero possibile di persone disposte a raccontare rilasciando interviste ai nostri ricercatori. Oppure mettendo a disposizione documenti, foto che ritraggono momenti di socializzazione legati a un evento politico, una cena alla festa dell’unità, un corteo, una serata alla casa del popolo. Insomma tutto quanto descrive un passato pubblico, privato e familiare, tale da permetterci di ricostruire “dal basso” la storia “soggettiva” del Partito comunista in provincia di Grosseto».

E quale sarà il passo successivo alla raccolta del materiale?

«Dobbiamo prima vedere cosa riusciamo a raccogliere. Poi, a seconda della qualità del materiale, pensiamo alla sua “restituzione”, ovvero come renderlo fruibile. Vorremmo creare un archivio digitale, aperto al pubblico, da conservare all’Isgrec. E vorremmo farlo precedere da una mostra multimediale, sempre digitale, che ripercorre le vicende del Pci in Maremma senza necessariamente riscriverne la storia oggettiva, che è già stata scritta e studiata. Dobbiamo sperare che le persone che hanno il materiale vogliano anche metterlo a disposizione».

Che tempi vi siete dati?

«Una volta organizzata la parte tecnica per la digitalizzazione e creato il gruppo di lavoro, la parte più complessa è la raccolta del materiale. Abbiamo presentato pubblicamente il progetto e ora iniziamo a raccogliere le adesioni, per le quali abbiamo messo a disposizione l’indirizzo email centannidimilitanza@ isgrec.it e il telefono dell’Istituto 0564 415219. Intanto verrà predisposto il questionario per le interviste e andremo avanti con la raccolta del materiale, le registrazioni, la digitalizzazione e la catalogazione fino a ottobre. A dicembre faremo la mostra, preceduta da una presentazione pubblica almeno on line. Sperando che ci siamo le condizioni per farla dal vero e per aprirla alla città».

La mostra è un punto di arrivo?

«Direi piuttosto che è il punto di arrivo della raccolta e l’inizio della ricerca. La nostra intenzione è studiare il materiale che ci verrà dato, con la speranza di avere a disposizione delle fonti nuove, atipiche, che ci permettano di raccontare gli eventi che hanno caratterizzato la storia del Pci in Maremma dal punto di vista dei militanti e dei simpatizzanti. A Grosseto non è mai stato fatto niente di simile e ci auguriamo di poter essere noi a iniziare, se la partecipazione delle persone alla fase di raccolta ce lo consentirà». —

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