L’orchestra del Maggio dopo 25 anni a Salisburgo
FIRENZE. Il Maggio musicale fiorentino mancava da Salisburgo dal 1996. Sono passati 25 anni e alla sua guida, oggi come allora, c’è sempre Zubin Mehta, che ha festeggiato l’altra sera a Firenze in un serata trionfale gli 85 anni.
Sono due le date in cartellone in terra austriaca al Festival di Pentecoste, fondato nel 1973 da Herbert von Karajan, affidato alla direzione artistica di Cecilia Bartoli: questa sera un concerto con musiche di Mendelssohn (la sinfonia n. 4 “Italiana” e il concerto per violino e orchestra op. 64, solista Maxim Vengerov) e di Ottorino Respighi (il poema sinfonico “Pini di Roma”), mentre lunedì, appuntamento conclusivo della manifestazione, l’attesa esecuzione della “Tosca” di Puccini, in forma di concerto, che vedrà schierarsi sul palco della Grosses Festpielhaus un cast stellare, tre numeri uno della ribalta lirica internazionale, come il soprano Anna Netrebko, il tenore Jonas Kaufmann e il baritono Luca Salsi, mentre la stessa Bartoli si riserva un cameo nei panni del pastorello che apre il terzo atto.
L’invito a partecipare al Festival di Pentecoste, quest’anno dedicata a Roma città eterna, è giunto al sovrintendente del Maggio la scorsa estate: sarà la prima istituzione musicale italiana a varcare i confini del Paese dopo gli allentamenti alle restrizioni imposte dalla pandemia.
“Tosca” è uno dei titoli più cari a Mehta che lo ha diretto per la prima volta nel 1963, affrontandolo poi innumerevoli volte.
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