Il Tirreno

il lutto 

«Hai solo cambiato stanza» Addio a Battiato tra pochi intimi

«Hai solo cambiato stanza» Addio a Battiato tra pochi intimi

A Villa Grazia celebrata la veglia funebre privata: c’erano Alice e Carmen Consoli Al cantautore sarà intitolato il lungomare di Catania e una piazza nel paese natale

2 MINUTI DI LETTURA





CATANIA. Dolore e commozione. Ieri mattina, nel giorno dell’ultimo saluto a Franco Battiato, una cinquantina di persone si sono ritrovate davanti a Villa Grazia a Milo, piccolo paese della provincia di Catania. Ma alla cerimonia hanno potuto partecipare solo gli amici più stretti del cantautore siciliano scomparso dopo una malattia martedì scorso all’età di 76 anni.

Questa infatti è stata la volontà della famiglia che per dare l’addio al Maestro ha previsto una cerimonia funebre caratterizzata da un grande riserbo.

A lato del cancello d’ingresso della villa in cui ha vissuto Battiato, è stato appeso un foglio con la citazione di quella che forse una delle canzoni più note del cantautore: “La cura: ora guarirai da tutte le malattie”. E poi i mazzi di fiori, colorati, appoggiati sul muro di cinta dell’abitazione.

Fra le prime ad arrivare ieri mattina le cantanti Carmen Consoli e Alice. Poi è stata la volta dei sindaci di Milo e Riposto – paese natale di Franco Battiato – Alfio Cosentino ed Enzo Caragliano. E ieri a Milo è stata una giornata di profondo dolore e di lutto cittadino.

«Franco Battiato – ha detto il sindaco Cosentino – era un genio ed era geniale in tutto quello che faceva e per Milo, ma per il mondo della cultura in generale, è un giorno di grande tristezza».

Il sindaco Caragliano ha anche annunciato che a Riposto sarà intitolata a Battiato una grande piazza «così lui potrà vedere sia il mare e sia l’Etna». A Catania invece sarà intitolato al cantautore lungomare e qui sarà realizzata anche un’opera di street art con la sua immagine.

Alla veglia di preghiera, oltre agli amici più intimi di Battiato, hanno partecipato anche alcuni monaci buddhisti e padre Orazio Barbarino, parroco di una chiesa di Linguaglossa. «Franco era tutto, era anche cristiano – ha detto il sacerdote – come presbiteri abbiamo raccolto il suo messaggio, ovvero che lui non è morto: la morte è solo un passaggio. Franco è passato da una stanza a un’altra».

Fra gli amici che hanno preso parte alla funzione c’erano il compositore Roberto Cacciapaglia, i cantautori Yuri Camisasca e Giovanni Caccamo, il cantante Luca Madonia. «Franco non ha mai avuto paura della morte – ha commentato Madonia – lo sapeva, lo aveva sempre detto nei suoi brani che siamo tutti di passaggio».

Sono le 12.30 quando la veglia funebre si conclude. All’uscita del feretro le tante persone presenti hanno fatto un lungo e commovente applauso. E fra le lacrime c’è chi ha sussurrato: «Ciao Franco».

Il corpo di Battiato sarà cremato nel rispetto delle volontà del cantautore e le ceneri saranno custodite a Villa Grazia. A Milo, fra il mare e l’Etna. Che tanto amava. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana