Il Tirreno

LA CAMERA ARDENTE AL PICCOLO TEATRO 

Milano con occhi umidi per Milva Sala: sarà iscritta nel Famedio

Milano con occhi umidi per Milva Sala: sarà iscritta nel Famedio

Il sindaco: il suo nome merita di essere sul “muro” dei cittadini più illustri La figlia: ha dimostrato una versatilità unica. Rita Pavone: l’hanno dimenticata

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MILANO. Commozione e silenzio, sotto un cielo grigio e con temperature tornate improvvisamente autunnali, hanno accolto il feretro di Milva al foyer del Piccolo di Milano, per la camera ardente allestita nel luogo che la vide protagonista di una delle più belle pagine di teatro del ’900, al fianco di Giorgio Strehler. Tanti, tantissimi, milanesi hanno reso omaggio e salutato Maria Ilva Biolcati. A ricordare l’amore e la dedizione per il palcoscenico della cantante e attrice, morta a 81 anni, è stata la figlia Martina Corgnati: «Diceva sempre ’Prima muoio, poi lascio lo spettacolò. Dalla Scala a Sanremo ha dimostrato una versatilità unica». Accanto alla bara, coronata da un mazzo di rose bianche, ha sfilato anche il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha annunciato di voler chiedere che il nome di Milva possa essere iscritto nel Famedio di Milano, il tempio funerario che accoglie i personaggi illustri. Milva sarà invece tumulata altrove, in un luogo che la famiglia ha preferito non rivelare. «Ho sempre amato la sua vicinanza a Strehler e il suo impegno, che è stato commovente –- ha detto il sindaco – ha dato tanto all’arte, alla cultura e all’impegno milanese. Una delle tantissime persone che non nascono milanesi ma diventano profondamente milanesi, e i milanesi hanno sempre apprezzato anche il suo impegno sociale e politico», ha concluso. L’ex presidente del tribunale di Milano, e attuale presidente dell’Accademia di Brera, Livia Pomodoro, ha ricordato l’impegno di Milva nel teatro: «È stata una grandissima attrice, interprete di Brecht, e come volete che non ricordi il suo grande rapporto con Strehler. Ho sempre provato ammirazione, è una grande che ci ha lasciati». «Secondo me quando si ha carattere e si ha talento bisognerebbe riuscire a essere apprezzati quando si è vivi. Non che si piange dopo e si dice ’era tanto bravà. Meritava di essere ricordata almeno ogni tanto», ha commentato Rita Pavone. «Era una bella persona, una donna divertente, con grande comicità interiore. Ed era una bravissima attrice drammatica». Inoltre, ha concluso l’artista, aveva «una voce da contralto come poche, ed era una personalità forte, una donna bellissima e una professionista unica e incredibile. Era moderna e aveva carattere». —

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