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Un inviato “poco speciale” tra campioni ed emozioni

Un inviato “poco speciale” tra campioni ed emozioni

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Quanti volti, quante voci. Quante storie si sono presentate in 40 anni davanti al microfono di Daniele Garbo, uno degli inviati di punta di sport Mediaset. Un cronista che ha visto e raccontato le leggende, le eccellenze, le cadute e le ascese dello sport, di tutto lo sport, non solo del calcio che domina le passioni degli italiani. “Un inviato poco speciale” è tutto questo: il racconto delle leggende dello sport attraverso le loro emozioni non sempre note al grande pubblico.

Garbo ha iniziato a scrivere il libro per superare la solitudine del primo lockdown, quello della primavera 2020. Ha aperto lo scrigno della sua memoria per farci conoscere un giovanissimo John McEnroe, Adriano Panatta pieno d’orgoglio, Nicola Pietrangeli in vena di confidenze, Mike Tyson respinto al ristorante, Francesco Totti timido di fronte alla sua prima intervista televisiva, Gianni Rivera ancora arrabbiato per la famosa staffetta con Mazzola, un’intervista doppia ai fratelli Inzaghi, Carlo Ancelotti dal volto umano, Fabio Capello senza peli sulla lingua, Beppe Signori pentito, Marco Tardelli scatenato, un esilarante siparietto tra Cesare Maldini e Arrigo Sacchi, Cesare Romiti in versione tifoso. Ma anche un week end particolare, e per certi versi inquietante, trascorso casa di Gheddafi. Tutto raccontato con uno stile scorrevole e leggero che tiene il lettore incollato alla pagina. «Non esagero – ha detto Garbo parlando del suo libro – se dico che questo libro è un “danno collaterale” del Covid-19. Perché senza la pandemia non mi sarei mai messo a scrivere. Costretto in casa come tutti, in clausura, a un certo punto è esplosa la voglia di scrivere. Ho scoperto che si può pubblicare un libro digitale su Amazon in “self publishing” ed è stata la molla che mi ha fatto tuffare sul pc. Volevo scrivere per me, per passare il tempo, per combattere la noia, per fissare alcuni momenti del mio percorso professionale. E mi sono accorto che avevo molto da raccontare». –

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