Il presidio
Se l’inimmaginabile irrompe nella normalità
Immaginatevi in vacanza con la famiglia in una casa di villeggiatura, in un angolo sperduto di Long Island
Immaginatevi in vacanza con la famiglia in una casa di villeggiatura, in un angolo sperduto di Long Island. Una casa, fra l’altro, sontuosa e ricca di ogni comodità. Una casa che potreste permettervi solo da vacanzieri per un breve lasso di tempo, prima di tornare nella vostra abitazione, che non è nulla di spregevole, sia chiaro, ma ben lontana da quell’edificio di mattoni dipinti di bianco, con sauna esterna e un bosco da favola. Insomma, siete lì e niente potrà rovinarvi quei pochi giorni di pace e serenità. Eppure qualcosa arriva a guastare l’atmosfera e ha il volto di una coppia di anziani che, in piena notte, bussa alla porta. Dichiarano di essere i proprietari della villa messa in affitto, piombati lì senza alcun preavviso per colpa di un improvviso blackout a New York. Da quel momento la normalità diventerà uno sbiadito ricordo, mentre gli eventi precipiteranno confondendo l’inquietudine con la sconcerto, il senso di impotenza con la paura. È “Il mondo dietro di te” di Rumaan Alam.
Finalista al National Book Award, selezionato come libro dell’anno dalle più importanti testate americane, tradotto in 22 paesi e pronto per lo schermo (è in lavorazione un film, prodotto da Netflix, con Julia Roberts e Denzel Washington). Il romanzo è una vera scoperta, sia per contenuto che per forma. Inquadrato nel classico genere del thriller fanta-apocalittico, offre uno sguardo nuovo sulla categoria, attraverso un racconto scritto benissimo, con un ritmo incalzante e un approccio diretto e contemporaneo. L’imprevisto, il male incomprensibile, qualunque esso sia, irrompe nella quotidianità, innescando un nuovo mondo dove nulla sarà più come prima.
Rumaan Alam, più che spiegare, getta le basi per osservare le reazioni di fronte all’inimmaginabile, facendo molte domande e lasciando sospese le risposte, in un crescendo di tensione nel quale la natura è un passo avanti alla tecnologia e all’illusorio principio di controllo connaturato all’essere umano. —
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