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La sindrome di Asperger senza cadere nel patetico
Raccontare la sindrome di Asperger senza cadere nel retorico e nel patetico: un’impresa riuscita per Emilie Gleason che, col suo “Ted. Un tipo strano”, in Francia ha conquistato premi, critica e pubblico
Raccontare la sindrome di Asperger senza cadere nel retorico e nel patetico: un’impresa riuscita per Emilie Gleason che, col suo “Ted. Un tipo strano”, in Francia ha conquistato premi, critica e pubblico. Ispirandosi al fratello, «strambo ufo con le gambe lunghe», Gleason fa vivere nel suo racconto un personaggio al quale è impossibile non affezionarsi: disegnate con uno stile umoristico e concitato, le sue vicende quotidiane fanno sorridere, ma anche riflettere e persino commuovere. Un ragazzo pieno di manie e tic, incapace di mentire agli altri, ma soprattutto a se stesso, Ted vive una vita che lui cerca a tutti i costi di organizzare metodicamente, ma sempre in preda agli inevitabili imprevisti che gli mandano all’aria ogni certezza, tra le mille difficoltà di chi gli sta accanto. —
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