Meteo
«Che ci faccio io qui», torna Domenico Iannacone
ROMA. «Se la pandemia continua a metterci tutti a dura prova, faccio resistenza emotiva, ci sono persone che da prima dell’arrivo del Covid con piccoli gesti quotidiani praticano quella civile». Domenico Iannacone, giornalista, scrittore, regista e sceneggiatore, torna su Rai 3 in seconda serata da domani con un nuovo ciclo di “Che ci faccio qui”, la serie forunata e seguita prodotta da Hangar Tv di Gregorio Paolini.
Successivamente lo ritroveremo in una serata evento il 2 aprile in prima serata, “L’Odissea”, sempre sulla terza rete nella ricorrenza del Venerdì Santo e della Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dall’Onu. «Un film tv, questo, nel quale ho messo energia, cuore e passione. Il travagliato viaggio di Ulisse si rispecchia nelle fatiche dei ragazzi che, oltre alle sfide personali legate alle difficoltà della loro condizione, si sono trovati a subire le restrizioni e l’isolamento imposti da questo dannato virus», spiega Iannaccone.
In “Che ci faccio qui”, quattro storie collettive e individuali, il giornalista molisano racconta l’amore e la rinascita ma anche l’ingiustizia: «I protagonisti questa volta sono “I Visionari”, uomini e donne che resistono provando a disegnare un domani migliore, a sorridere delle avversità che il destino ha riservato loro. Persone che hanno deciso di andare controcorrente, senza considerare i giudizi e i pregiudizi altrui. “Quello che resta” – aggiunge Iannacone – sarà il titolo della prima puntata. Due storie opposte ma che hanno in comune la capacità visionaria di pensare un mondo diverso, un modo di tracciare il nuovi sentieri, forti della memoria». Cos’hanno in comune un imprenditore che ha deciso di proteggere la natura e un regista indipendente che da sempre si prende cura di una piccola sala cinematografica? Lo scopriremo domani sera. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
