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Sting ritrova tanti vecchi amici Ecco “Duets” nato nel lockdown

Luca Trambusti
Sting ritrova tanti vecchi amici Ecco “Duets” nato nel lockdown

Da Zucchero a Eric Clapton, e poi Aznavour, Annie Lennox, Herbie Hancock Un disco di cose recenti e passate con un livello di altissima qualità

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Luca Trambusti

Sting può permettersi di dimenticare le cose fatte, riaprire un cassetto ed accorgersi che nella sua carriera ci sono così tanti duetti da farne un disco (forse anche più di uno) e, una volta allineati accorgersi che il livello è altissimo. Questo capita ascoltando “Duets” il disco di Sting disponibile da oggi (anche in doppio vinile) anticipato, a novembre, da “September”, il duetto con Zucchero registrato per l’occasione.

«Ho guardato indietro agli ultimi miei 20-30 anni – dice Sting – e ho trovato dei duetti di cui mi ero dimenticato. Almeno avevo dimenticato come suonavano, e quando li ho risentiti sono rimasto sbalordito dalla loro qualità e ho pensato che sarebbe stato fantastico metterli su un disco. Quindi “Duets” è nato per caso ma ne sono molto contento e mi ha sorpreso». Tra i 17 duetti (cose recenti e passate) oltre a quella di Zucchero troviamo tra le altre le voci di Mary J. Blige, Herbie Hancock, Eric Clapton, Annie Lennox, Charles Aznavour, Shaggy. Ma all’origine di questo disco c’è la pandemia e il conseguente isolamento, a partire dalla data di uscita, posticipata da novembre scorso a oggi. «Avevo appena registrato una canzone con Melody Gardot senza mai incontrarci – ricorda Sting – lei era in America e io in Italia. Mi ha colpito il fatto che fosse un modo interessante per creare una connessione, attraverso la musica. Il canto è una cosa molto intima, puoi farlo a distanza, il che ovviamente in questi tempi è una cosa utile. Abbiamo però comunque bisogno di connetterci e penso che la musica sia uno dei modi migliori».

Sempre a proposito della situazione in cui ci troviamo Sting riflette così: «Il 2020 è stato difficile per tutti. Non sono un’eccezione: dovevo fare la tournée in Europa, essere in teatro a Las Vegas, fare la mia commedia “The last ship”, ma tutto è svanito. Sono tornato in Inghilterra dove ho una casa con i campi e non ero bloccato in un piccolo appartamento. Molte persone lo erano e mi immedesimo con loro, deve essere davvero difficile. Poi sono andato in Italia, dove ho casa e ora sono in Francia. Ho scritto musica, ho pensato a quello che voglio dire, a quello che ho bisogno di dire ma poi mi accorgo che non dovrei dire niente. Penso che ci sia così tanto rumore nel mondo, non voglio aggiungerne, quindi sono stato molto riflessivo. Penso che a tutti sia stata data l’opportunità di riflettere sul nostro rapporto con il pianeta, con l’ambiente, sul rapporto reciproco e quello con il nostro paese. Perché davvero siamo stati sfidati in un modo fondamentale; siamo esseri sociali, e chiedersi di non esserlo è difficile, ma è un’opportunità per fare le cose in modo diverso, e forse a lungo termine potrebbero essere un bene per noi». —

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