Meteo
“Speravo de morì prima” ironia e commozione nella serie dedicata a Totti
ROMA. Uno dei più grandi talenti della storia del calcio, una bandiera, per i romanisti l’ottavo re di Roma. Un racconto intimo, con punte di ironia e commozione per l’unico fuoriclasse, nell’epoca dei cambi di casacca milionari, ad aver vestito per tutti e 27 gli anni di carriera sempre e solo una maglia.
Il pallone è stato la sua vita. “Speravo de morì prima” , la serie su Francesco Totti racconta con ironia senza mancare di profondità epica gli ultimi 18 mesi di carriera del campione, quando inizia la battaglia col tempo che passa. A prestare sembianze, sguardo, movenze, ironia e voce, all’ex numero 10 un talentoso Pietro Castellitto, che nonostante la poca somiglianza è bravissimo, a detta dello stesso ex capitano giallorosso: «Ha cercato di farmi uscire come sono veramente. Grazie a tutti, la serie va vista perché è simpatica e allo stesso tempo emozionante». Sua moglie Ilary Blasy è interpretata da Greta Scarano. Tra presente e passato, pubblico e privato, “Speravo de morì prima” (dal famoso striscione in curva per la sua ultima partita), diretta da Luca Ribuoli, dal 19 marzo su Sky Atlantic alle 21. 15 e Now Tv e tratta dal libro Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò (edito da Rizzoli), è il racconto del campione e dell’uomo. La mamma di Totti, Fiorella, è Monica Guerritore: «Mamma con la M maiuscola – fa notare l’attrice – quella che impara le lezioni per lui e le ripete in macchina quando lo accompagna agli allenamenti. Che quando nel palazzo dove hanno sempre vissuto, in un quartiere popolare di Roma, non ne possono più dell’assedio dei tifosi, accetta di trasferirsi in uno residenziale isolato per non lasciare solo il figlio». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
