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Stephen King torna con “Later” Pagine di paura anche a fumetti
Da non perdere “Vengo a prenderti” ultimo capitolo della trilogia horror di Paola Barbato
Francesca Lenzi
C’è chi lo ama e chi lo odia. C’è chi pensa che, con tutte le cose brutte che ci sono al mondo, perché farsi male anche con delle storie di paura? E poi c’è chi, al contrario, trova in quei racconti spaventosi un effetto catartico, la molla per affrontare le proprie ansie e preoccupazioni, attraverso un’esperienza controllata e liberatoria.
Parliamo dell’horror, sotto ogni punto di vista e in ogni ambito artistico, compreso quello letterario. Certo, l’impatto visivo di un film sullo schermo è immediato e, spesso travolgente. Tuttavia, la paura scritta fra le pagine di un libro ha il suo fascino e un’efficacia assicurata.
il nuovo king
Uno dei maestri dell’horror su carta è senza dubbio Stephen King, che da quasi mezzo secolo spaventa i lettori di tutto il globo, con romanzi e racconti da brivido. Alcuni non sono così spinti nel genere come altri. Per capirsi, un conto è il feroce “Pet Sematary”, un altro è “Stand by me – Ricordo di un’estate”, contenuto nella raccolta “Stagioni diverse”: un racconto più di formazione e d’avventura che non una pura novella horror. Restando nel mondo del re della letteratura di paura, è uscito in questi giorni “Later” (Sperling & Kupfer). Circa 300 pagine raccontate in prima persona dal protagonista, un ragazzino che, come il bambino del “Sesto senso” di M. Night Shyamalan, vede la gente morta. Il tocco di King è sempre il solito, per una scrittura ampia e piacevole, che tiene incollati fino all’ultima pagina. Il tono, invece, è di quelli più delicati, nel quale l’horror entra in punta di piedi, ma senza esagerare. Inquieta il giusto, e lascia spazio anche ad altri sentimenti, come quello dell’empatia.
LA ricca riedizione
Decisamente più strong è un altro libro di Stephen King: “L’uomo vestito di nero” (Sperling & Kupfer). Agli appassionati più attenti il titolo suonerà come già noto. Ed è così. “L’uomo vestito di nero” è uno dei racconti contenuti nella raccolta “Tutto è fatidico” del 2002. La nuova edizione regala alla novella una propria dignità, grazie a una (ri)pubblicazione impreziosita dalle illustrazioni dell’artista spagnola Ana Juan. Ispirato al racconto “Il giovane signor Brown” di Nathaniel Hawthorne, “L’uomo vestito di nero” è una fra le storie più apprezzate e riuscite di King che narra l’incontro fra il bambino Gary e il Diavolo in persona, lungo le sponde di un torrente, in mezzo al bosco.
il racconto grafico
Facendo tappa in Italia, di orrore reale parla “Nessun perdono per i vivi”, graphic novel edita da Green Moon Artists, firmata da Daniele Misischia e Cristiano Ciccotti, e disegnata da Stefano Cardoselli. Aurelio è un sicario di Roma che, dopo l’ennesima mattanza, decide di chiudere con quella vita, scoprendo, però, quanto possa essere difficile liberarsi dei propri fantasmi. L’amarcord di “Roma a mano armata” si confonde con gli accenti internazionali di graphic come “Sin City”. Il tutto ben bilanciato da una propria personalità. La prefazione è dei Manetti Bros, produttori, fra l’altro, nel cinema di “The End: L’inferno fuori”, delizioso zombie movie del 2017 scritto da Misischia e Ciccotto, diretto da Misischia.
per grandi e piccini
Abbiamo parlato di fumetto, e allora chiudiamo con un’autrice poliedrica come Paola Barbato, sceneggiatrice di Dylan Dog e scrittrice di romanzi. Con “Vengo a prenderti” (Piemme) si chiude la trilogia iniziata con “Io so chi sei” e proseguita con “Zoo”. In realtà potete leggerli come vi pare, visto che Barbato li ha concepiti in modo indipendente. E per l’horror dedicato ai più piccoli, l’autrice ha scritto “Di chi ha paura il lupo cattivo?” uscito sempre per Piemmeo, illustrato da Daniela Dogliani. La trama? Il lupo ha paura di perdere il pelo. Età di lettura? Dai 4 anni in su. —
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