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Da Gemma a Cunizza, l’Alighieri fra le sue donne
Quando pensiamo alle donne di Dante, l’unico nome che ci viene in mente è quello di Beatrice, di cui sappiamo solo che aveva gli occhi verdi e la carnagione perlacea. «Per il poeta e letterato è sicuramente il nome di gran lunga più rilevante, ma per l’uomo Dante, per la sua vita travagliata, le donne che più hanno contato sono state la sorella Tana e la moglie Gemma». Lo scrive Marco Santagata, scomparso pochi mesi fa, nel suo ultimo libro, sintesi magistrale di lunghi studi danteschi.
In questo prezioso volume, corredato da oltre 250 illustrazioni, Santagata racconta l’Alighieri attraverso le donne della sua vita e delle sue opere: dalla madre Bella alla figlia Antonia, che si farà suora col nome di Beatrice. Ma le donne da lui cantate sono frutto di esperienza biografica o di invenzione letteraria? E chi è la misteriosa Matelda del Paradiso? Intrecciando biografia e analisi letteraria con scrittura di chiarezza cristallina, il libro ci trasporta in un Medioevo dove le donne, tenute a controllare lo sguardo per non passare da sfrontate, si potevano vedere soltanto in chiesa, per strada o affacciate alla finestra. Un Medioevo dove la poesia d’amore è adulterina, perché le donne cantate dai poeti sono sempre sposate con altri.
Nella galleria di donne amate da Dante sfilano una “gozzuta” di Pratovecchio, la crudele Pietra e la lucchese Gentucca, mentre per le donne cantate le pagine più interessanti sono quelle dedicate a Francesca da Rimini, il cui adulterio con il cognato era considerato all’epoca incestuoso, alla senese invidiosa Sapia e a Cunizza da Romano, passata dalla giovinezza dissoluta a una vecchiaia dedicata alle opere di misericordia: pur essendo dominata dalla sensualità di Venere, Dante la premierà col Paradiso perché capace di sublimare le pulsioni erotiche nella carità verso il prossimo. Tra le novità, ci si rimane male quando Santagata giudica una fake new l’esistenza di Pia dei Tolomei, rivelando che la poveretta uccisa dal marito sarebbe tale Pia dei Malavolti. —
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