Il Tirreno

Stele di cinquemila anni fa rinvenuta in Lunigiana

Riccardo Sordi
Stele di cinquemila anni fa rinvenuta in Lunigiana

Raffigura il volto di una donna: consegnata al museo di pontremoli 

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PONTREMOLI. Un nuovo reperto va ad arricchire il già ampio allestimento del Museo delle Statue Stele di Pontremoli, in Lunigiana. È stata infatti riscoperta e consegnata al Museo cittadino, una testa di stele di incredibile bellezza e in ottimo stato di conservazione ritrovata presso un’altura, il Monte Galletto, poco distante dal centro storico di Pontremoli. Si tratta di un volto femminile di quasi 5000 anni fa, con tanto di magnifici orecchini perfettamente conservati.

Le statue stele della Lunigiana sono misteriose sculture antropomorfe scolpite a bassorilievo nella pietra locale, spesso arenaria, dalle popolazioni vissute in questo territorio tra il IV e il I millennio a.C. Realizzate in un arco cronologico che va dall’inizio dell’Eneolitico (fine IV millennio a.C.), con uno sviluppo del fenomeno soprattutto nella fase centrale dell’Età del Rame (2800 – 2300 a.C.), fino alla piena Età del Ferro (VII-VI sec. a.C.), sono giunte fino a noi, subendo nel tempo occultamenti e reimpieghi che ne hanno spesso modificato la forma e la funzione. L’ultima statua stele, il reperto numero 85, dell’età del rame, è stato ritrovato in maniera quasi casuale, da Paolo Pigorini di Carrara, ma di origine pontremolesi, che ha notato «un sasso strano a forma di fungo» estratto da un contadino che stava arando un campo. Sasso che Pigorini si è portato a casa e, dopo averlo pulito dalla terra, si è accorto della straordinaria scoperta e ha quindi contattato il direttore del museo Angelo Ghiretti. La presentazione ufficiale della scoperta è stata effettuata ieri, a Pontremoli, alla presenza della sindaca, Lucia Baracchini e della funzionaria di zona della Soprintendenza, Marta Colombo. Il direttore Ghiretti nella sua esposizione ha evidenziato come si tratti di «un ritrovamento davvero importante, che segna una tappa nuova, sulle stele e su Pontremoli. Conferma infatti l’ipotesi dello storico Manfredo Giuliani che in un suo studio aveva ipotizzato la presenza delle stele proprio all'imbocco della gola sotto il Monte Galletto in cui si trova l'attraversamento forzato per eccellenza della testata di valle, rammentando come molte altre stele provengano da analoghe posizioni, poste nelle vicinanze di guadi in cui si doveva per forza transitare».

Riccardo Sordi

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