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Coraggio, silenzio in sala e leggerezza: Il miracolo di Sanremo in tempi di Covid
Il meglio: i volti nuovi e l’apertura al digitale. Il peggio: l’assenza del pubblico e l’eccessiva lunghezza delle serate
Si è conclusa la settantunesima edizione del Festival di Sanremo, nata, cresciuta, alimentata e conclusasi tra le consuete ed immancabili polemiche. Cerchiamo di analizzare sinteticamente questi cinque giorni all’insegna delle canzoni e dello spettacolo televisivo attraverso alcuni concetti, quasi dei mantra, e parole d’ordine ripetute nella durata del festival.
MIRACOLO. FESTIVAL DELL'EMERGENZA
È vero: l’edizione 2020 è stata fatta per miracolo e con un grande sforzo organizzativo. E per questo è da premiare.
COVID
È rimasto sullo sfondo in tutti i sensi: sia nei contagi sia nei contenuti. Di pandemia, morti, malati non se ne è mai parlato. Si è però portato a casa un festival sano in un contesto non certo favorevole (proprio nel periodo d'incremento dei contagi). Questo potrebbe essere un buon esempio per capire come riprendere le attività culturali. Nei cinque giorni sono stati fatti oltre 5800 tamponi rapidi. Dei 9 positivi, 8 sono stati confermati con il molecolare.
PUBBLICO
Quello della presenza del pubblico è stata la madre di tutte le discussioni. Era opportuno farlo con la platea? Era pericoloso? La legge non lo consentiva ma forse qualche escamotage si poteva trovare, qualche deroga e modifica (considerando il teatro uno studio televisivo) poteva starci. Sarebbe stato più rischioso? Forse no, adottando certe accortezze (anche senza barche ancorate in alto mare).
SILENZIO IN SALA
Altro elemento fondamentale legato all’assenza del pubblico. Amadeus e Fiorello, spalleggiati da chiunque dell’organizzazione, hanno lamentato la mancanza di applausi intesi come “misuratore” di gradimento e “mirino” per centrare la loro conduzione. Chiunque faccia quel lavoro - dicono Ama e Fiore - ha bisogno di quell’elemento e scendere in un teatro vuoto e silente è drammatico e non solo per questioni di ego. Possiamo perfettamente capire e quindi applaudire i due.
LEGGEREZZA
Doveva essere un festival all’insegna della leggerezza, del divertimento, dello svago. A volte ha prevalso la noia.
LUNGHEZZA
Serate senza fine, nome del vincitore bucato dai quotidiani perché arrivato alle 2,30. Ventisei cantanti son troppi se aggiunti ai tanti ospiti e siparietti che hanno allungato i tempi e penalizzato tutto lo show.
ASCOLTI
Questo è il tema che più ha scatenato discussioni. Da trionfo secondo la RAI pesando i numeri, un po’ meno secondo la matematica. Di sicuro distribuire su 5 ore il programma ha aiutato lo share (soprattutto nella seconda parte). Era ipotizzabile, vista la mancanza di concorrenza del “fuori casa”, attendersi qualcosa di più. Ma rabbia, preoccupazione, partite e la stagione, secondo Amadeus e i vertici Rai, hanno penalizzato il tutto.
NOVITA'
L’edizione 71 ha una grande novità, divenuta forza e debolezza della stessa. Il direttore artistico ha osato (bravo) portando in competizione anche parecchi nuovi volti della scena musicale. Ha così fornito un’ampia rappresentatività della musica italiana. Penalizzante perché per molti la domanda era: “Ma chi sono questi?”. In un momento in cui si chiedono certezze forse non ha fatto tanto gioco. Andava però fatto. Bravi e coraggiosi (anche a prescindere dalle canzoni scelte).
I GIOVANI E IL DIGITALE
Secondo la Rai i giovani hanno scoperto il Festival. Ci può stare. Alla Tv in molti hanno però preferito altri supporti. In generale l’età media degli ascolti del festival hanno abbassato il target di Rai1: dai sessantenni di riferimento sono scesi ai 55enni per arrivare a 51 nella serata finale. Il balzo più grosso è stato fatto sulla piattaforma RaiPlay. L’incremento percentuale dei giovani sullo scorso anno è stato notevole. Hanno avuto, e questo dovrebbe far riflettere, un forte accesso i contenuti on demand: vedo solo ciò che m’interessa, cantanti, ospiti, gag, quando voglio io e scegliendo in base ai miei gusti. È la caratteristica delle piattaforme, il cui concetto si sta radicalizzando nella platea tv. Però è anche il segno che tanti contenuti erano “riempitivi”, infatti le più cliccate sono le performance dei cantanti. Amadeus e Fiorello Portano ascolti. L’amicizia a volte li fa esagerare, “ridersi addosso” e tra loro. A volte Fiore è fin troppo debordante. —
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