Il Tirreno

Elodie illumina come una superstar, per Bugo un altro flop: il nostro pagellone al festival

Elodie illumina come una superstar, per Bugo un altro flop: il nostro pagellone al festival

Orietta Berti batte tutti con la sua simpatia. La Rappresentante di lista e Willie Peyote sono le rivelazioni. I voti da 10 a 0

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10. Elodie (ospite e co-presentatrice)

Ha cantato meravigliosamente bene, sia in versione dance che jazz, e fin qui non c’è nulla di strano: è il suo mestiere. Ha ballato in versione Beyoncé superando, almeno in sensualità, la stessa superstar. Ha commosso raccontando la sua adolescenza in borgata. Ha anche presentato i cantanti in gara con spavalda padronanza del ruolo. Che le dobbiamo chiedere di più? Al Festival 2021 si è confermata come una delle più luminose stelle della scena italiana.

9. La Rappresentante... (Gruppo in gara fra i bic)

Duo sconosciuto al grande pubblico ma non dai giovani e da chi segue la nuova scena musicale. Si sono conosciuti a Palermo in ambiente teatrale, lei viareggina, lui palermitano. Una presenza scenica dirompente, all’insegna della fluidità. Bravissimi a dominare il palco e le camere. Ampi vestiti, scarpe con zeppe e luccichini, ascella pelosa al vento.

8. Willie Peyote (Cantante in gara fra i big)

Fra i tanti poco noti, inseriti fra i Big di questa edizione del Festival, Peyote è partito come un quasi sconosciuto. E serata dopo serata è diventato uno dei più apprezzati da pubblico e critica. Bravo nel suo accattivante pezzo “Mai dire mai (La locura)”, bravo nel duetto con Samuele Bersani. «Se mi hanno capito – ha detto – allora qualcosa è cambiato».

7. Mahmood (Ospite della quarta serata)

Dopo le sue vittorie al Festival (2018 nei Giovani e 2019 nei Big con “Soldi”) sembrava lontano dalle scene. Invece lui era lì a crescere, a diventare un grande cantante. Lo ha dimostrato di nuovo all’Ariston con un suo medley di alto livello. A parte il vestito-gonna con cui si è presentato, e che gli stava molto bene, la sua voce è incredibile. E sembra anche più grande.

6. Orietta Berti (Cantante in gara fra i big)

In mezzo a tanti ragazzi e ragazze, Orietta ha rischiato di fare la parte della “nonna chioccia”. Invece no, sfoderando tutta la sua verace simpatia si è rimessa in gioco dopo 29 anni di assenza da Sanremo. E lo ha fatto da grandissima cantante che è ed è sempre stata, portando un pezzo che può sembrare vecchio di 50 anni ma che, fatto da lei, piace.

5. Zlatan Ibrahimovic (Ospite fisso)

«Non temo i giudizi, se non andrò bene non importa, non è il mio mestiere», Ibra dixit alla vigilia della sua partecipazione al Festival. E in effetti non è andata bene. Sfido a trovare qualcuno che ha anche solo sorriso alle sue gag. Un voto in più però lo merita per il momento di commozione con l’amico Mihajilovic. E un altro voto in più perché, in fondo, che ci aveva da guadagnare?

4. Max Gazzè (Cantante in gara fra i big)

Max Gazzè è stato sicuramente uno dei cantautori più interessanti della musica italiana. Ma, come capita a tutti, è arrivato anche per lui un momento di stanchezza. A poco serve diventare Leonardo o Salvador Dalì se poi la canzone portata sul palco è uguale ai suoi successi degli ultimi vent’anni. Bravo, simpatico e intelligente ma ormai sul viale del tramonto.

3. Achille Lauro (Ospite fisso)

L’uomo quadro ha cercato di sconvolgere il Festival con performance tra musica, teatralità, marketing e baracconata coinvolgendo illustri ospiti. Soprassedendo sulle sue “doti” canore la performance non graffia più (se mai l’ha fatto). Sembra avvitato su se stesso in un ruolo che dovrebbe essere provocatorio invece è derivativo, non pienamente originale. Nemmeno il bacio gay (già visto) colpisce.

2. Neffa (Ospite nel duetto con Noemi)

Tutto sommato una figuretta. Neffa parte male: si affaccia in cima alla scala con Noemi, lei gli tende una mano per farsi aiutare a scendere, lui non se ne accorge e fila dritto. I social lo bersagliano: cafone! Poi parte il suo brano “Prima di andare via”. E un inciampo tecnico gli fa cantare mezza canzone fuori sincrono (o almeno così si sente a casa). Noemi in qualche modo riprende il tempo. Che pazienza...

1. Bugo (Cantante in gara fra i big)

In un cast di 26 cantanti in gara fra i Big, non tutti potevano funzionare al meglio. Ma Bugo, dopo la sconcertante sceneggiata dell’anno scorso in coppia con Morgan, ha di nuovo toppato. La sua canzone “E invece sì” non è un granché, lui poi ci mette parecchio del suo: stecca senza pietà sia in gara che nella serata delle cover. Per carità, non è l’unica delusione di questo Festival, ma ne potevamo fare tranquillamente a meno.

0. Il palloncino fallico. (Scenografia della seconda serata)

Quella del palloncino fallico è stata una piccola caduta di stile o una goliardata di Fiorello? Tra i tanti palloncini rappresentanti delle facce e messi sulle poltroncine nel tentativo di far apparire meno vuoto l’Ariston, i social ne beccano uno a forma e disegno fallico, con tanto di bocca estremamente sorridente e di capelli. La foto gira sul web e Amadeus dice: «Li abbiamo presi in cartoleria e non ho controllato».

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