Il Tirreno

“Uffizi diffusi” L’Isola d’Elba ospiterà opere a tema napolenico

Luca Centini
“Uffizi diffusi” L’Isola d’Elba ospiterà opere a tema napolenico

Il sopralluogo effettuato a Portoferraio dal direttore Schmidt ha avuto esito positivo. L’esposizione sarà a Forte Falcone

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Luca Centini

PORTOFERRAIO. La città ideale di Cosimo I de’ Medici sarà una delle sedi del progetto “Uffizi diffusi”. Così tra le mura del maestoso Forte Falcone, fatto edificare dal principe fiorentino a metà del Cinquecento nel punto più alto di Portoferraio, all’isola d’Elba, saranno esposte alcune delle opere d’arte finora custodite nei depositi della galleria di Firenze. Saranno legate al periodo di Napoleone, l’imperatore che proprio a Portoferraio ha vissuto una parte della sua vita in esilio e per il quale, quest’anno, ricorre il bicentenario della morte.

Il sopralluogo elbano

Ieri mattina il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt e il presidente della Regione Eugenio Giani hanno raggiunto l’Elba per visitare la fortezza medicea e altri siti culturali della città. Non si è trattato di una visita di cortesia, ma di un sopralluogo tecnico necessario per capire se, sull’isola, fossero disponibili dei luoghi idonei per accogliere le opere d’arte custodite agli Uffizi. L’esame è stato superato. «Qui si può fare qualcosa, anzi qui faremo di certo qualcosa», ha spiegato il direttore degli Uffizi al termine del sopralluogo. E il presidente Giani ha rincarato la dose: «Forte Falcone potrà essere un eccellente scrigno per una serie di opere strettamente legate ai temi che si intrecciano con la storia dell’Elba e dell’arcipelago». L’idea, per adesso, è ospitare a Portoferraio una mostra temporanea con opere a tema napoleonico. «Vogliamo farla – ha detto il direttore Schmidt – in vista del 5 maggio (la data dello sbarco di Napoleone sull’isola ndr). Questi spazi sono idonei ad accoglierla. Ma non vogliamo fermarci qui con le iniziative culturali degli Uffizi diffusi».

Tesori sommersi

La bellezza si può diffondere, senza necessariamente smarrirne l’intensità. Non solo. Alcuni gioielli possono tornare a brillare solo se portati nei luoghi ai quali sono più legati. È questa l’essenza di Uffizi diffusi. Il progetto attraverso il quale la Galleria fiorentina intende portare alcune delle opere custodite nei depositi in varie realtà territoriali della Toscana. «Tutte quelle opere fuori dalla portata dei fruitori non sono eticamente accettabili», dice Schmidt fuori dal portone di ingresso del Forte Falcone di Portoferraio. «Ma non si tratta – aggiunge – di svuotare i depositi a casaccio, sceglieremo le opere d’arte che si riferiscono al luogo nel quale sono esposte – spiega – La grande occasione che abbia mo in Toscana è costruire e ricostruire delle narrazioni che si riferiscono ai luoghi, mantenendo un filo rosso che lega le singole narrazioni. Questa è la nostra sfida».

Una legge ad hoc

Sono una cinquantina i comuni della Toscana che si sono fatti vivi con la Regione, interessati ad essere inclusi nel progetto Uffizi diffusi. Lo ha detto Giani a Portoferraio, spiegando come l’iniziativa varata dalla Galleria degli Uffizi sia già diventata una priorità regionale. «Gli Uffizi vantano una tale ricchezza di opere d’arte che alcune di esse fino a oggi sono state esposte solo in occasione di eventi o mostre temporanee – spiega il presidente – mentre grazie a questo progetto la galleria potrebbe espandersi in tutta la regione valorizzando il rapporto tra l’arte, la storia e il territorio. Penso ai temi napoleonici per l’Elba, alle opere del primo periodo mediceo per la villa di Careggi, all’Art decò per Montecatini».

A margine del sopralluogo elbano Giani ha annunciato che la Regione sta lavorando a una legge per sostenere il progetto degli Uffizi in Toscana. «È in linea con la volontà espressa dal ministro Franceschini che concorda sulla necessità di togliere le opere dai depositi dei musei e trovare grazie ad esse nuovi modi per valorizzare il territorio». —

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