Le fiction della Rai sotto accusa «Basta presentare dei falsi stupri»
In tre serie si raccontano storie di donne che mentono sulle violenze sessuali
la polemica
Donne e violenze sessuali, questione sensibile soprattutto se l’argomento è trattato in fiction del servizio pubblico con protagoniste femminili molto amate. A far discutere sul web tre episodi delle serie record di ascolti “Mina Settembre” con Serena Rossi, “Lolita Lobosco” con Luisa Ranieri e “Che Dio ci aiuti” e con Elena Sofia Ricci. A lanciare il j’accuse contro la Rai sui social, con tanto di locandina rossa con scritta cubitale “Rai 1 adesso basta con i finti stupri”, è l’editoriale indipendente Aestetica Sovietica che in una lettera online si rivolge ai vertici dell’azienda.
«Quella che poteva sembrare una coincidenza appare sempre più come un disegno politico, o quantomeno come un retaggio culturale imperdonabile in un Paese che già fa molta fatica a credere alle violenze sessuali – si legge – Adesso basta. Pretendiamo spiegazioni. Queste coincidenze sono imperdonabili. Non tollereremo della retorica spicciola il prossimo 8 marzo. Il supporto a una battaglia lo si dà anche attraverso una rappresentazione veritiera del mondo in cui viviamo. E nel mondo in cui viviamo, quando una ragazza denuncia uno stupro, le si chiede se è sicura, se avesse bevuto, se avesse dato modo di credere al suo carnefice di starci, quanto corta fosse la gonna che indossava. Si dubita. E la Rai ci sta insegnando che facciamo bene a dubitare».
Nel mirino di Aestetica Sovietica, l’episodio di Mina Settembre «con una falsa accusa di stupro nei confronti di un ginecologo» ma si scoprirà che il personaggio è innocente e che la ragazza al centro del caso è vittima di sfruttamento nel luogo di lavoro a cui l’impegno della protagonista metterà fine. E ancora la nuova serie “Le indagini di Lolita Lobosco”, «in cui una ragazza denunciava il suo presunto carnefice, ma in realtà stava solo cercando di ricattare un uomo ricco». E “Che Dio ci aiuti 6”, ma qui è un’amica che denuncia per conto di un’altra donna intimorita.
Interviene il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che su Twitter scrive: «Sull’imperdonabile ripetersi di finti stupri nelle fiction Rai siano le donne del Cda a chiedere spiegazioni e chiarimenti, prima che a farlo debba essere un uomo, come il sottoscritto, nei confronti di un altro uomo come l’ad Salini. Chi non ha controllato? Quanto è stato speso?».
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