Il Tirreno

l’apertura in aprile 

Opere degli Uffizi vanno in prestito a Forlì per la mostra su Dante

Gabriele Rizza

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FIRENZE. Dante superstar in questo 2021 che ne celebra i 700 anni della morte con un fiorire di iniziative disseminate un po’ per tutta la penisola ma che certo non possono prescindere da Firenze e da Ravenna. Gli Uffizi condividono con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì l’organizzazione della grande mostra “Dante. La visione dell’arte” che dal primo aprile all’11 luglio sarà accolta nei Musei San Domenico della città romagnola.

La scelta di Forlì non è casuale: qui infatti Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi e qui farà ritorno occasionalmente anche in seguito. Curata da Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca, la mostra si snoda lungo un arco temporale che va dal Duecento al Novecento, analizzando per la prima volta l’intimo rapporto che passa fra il Sommo Poeta e la storia dell’arte attraverso i nomi di coloro che nel corso dei secoli si sono cimentati nella sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante e delle sue opere o che hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche o ancora che hanno tratto da lui episodi e personaggi, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé nelle loro creazioni. Sarà un percorso che partendo dal Medioevo (Giotto, Beato Angelico, Filippino Lippi, Tintoretto) sfocia nel Novecento (fra gli altri Sartorio, Boccioni, Casorati). Circa 50, tra dipinti, sculture e disegni arriveranno dagli Uffizi: in particolare un corpus di disegni di Michelangelo e di Zuccari, i ritratti del poeta di Andrea del Castagno e di Cristofano dell’Altissimo per finire con i contributi ottocenteschi di Nicola Monti, Pio Fedi, Giuseppe Sabatelli, Raffaello Sorbi. —



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