Il Tirreno

verso sanremo 

La delusione di Lippi «Il Festival quest’anno è soltanto un marchio»

Claudia Fascia
La delusione di Lippi «Il Festival quest’anno è soltanto un marchio»

3 MINUTI DI LETTURA





Claudia Fascia

Da tempo Claudio Lippi ha preferito la televisione alla musica. Ma non l’ha accantonata definitivamente, tanto è vero che quest’anno aveva deciso di presentare un brano al Festival di Sanremo. «Per fortuna non mi hanno accettato, mi avrebbe creato parecchia ansia», dice ridendo, pensando a questo strano festival che si farà comunque seppure tra mille restrizioni e regole anti Covid. Poi torna serio, e si schiera tra coloro che avrebbero preferito un rinvio della manifestazione. «Magari a settembre, con un buon numero di vaccinazioni fatte. Il festival non può prescindere da quello che ha rappresentato per 70 anni. È talmente legato alla storia, all’atmosfera che si crea, l’unico vero evento in Italia, il più longevo, il più visto e commentato anche da chi dice con snobismo di non guardarlo. Ma quello di quest’anno non è il festival, è solo un marchio abbinato a due conduttori. E allora dato che hanno rimandato di un anno le Olimpiadi e i campionati Europei di calcio, eventi intorno ai quali ci sono comunque forti interessi economici, non ci si poteva fare un pensiero anche per il Festival? ».

Da cantante è convinto che in tv la platea vuota si avvertirà poco, mentre «per l’artista è fondamentale avere un pubblico. Quando canto ci metto il cuore per far sì che l’emozione arrivi al cuore di un altro. Cantare per nessuno e rimanere chiusi tutto il giorno in albergo non crea esattamente il clima ideale per portare emozioni».

In tv, Lippi avrebbe dovuto debuttare in coppia con Samanta Togni alla conduzione di “Domani è domenica!” rotocalco settimanale al via da sabato 13 febbraio su Rai 2. Ma dopo un primo abboccamento, ha preferito rinunciare. «Sono grato all’azienda della proposta ricevuta, ma dopo 56 anni di carriera penso di avere il diritto di fare scelte di contenuto diverse, che vanno nella direzione di un contatto con il pubblico», spiega. Quello su cui vuole puntare è il rapporto con la gente, con la G maiuscola. «Far parlare chi ha cose da dire e non sa a chi dirle, a chi ha trovato il modo di reinventarsi. Non invento nulla, ma è un linguaggio che può essere ritrovato». Molti i progetti nel cassetto, «diversi dall’intrattenimento del sabato mattina, che metto a disposizione prima di tutto della Rai, il mio primo amore, ma sono pronto a realizzarli con chiunque li capirà, dalle televisioni commerciali a quelle satellitari», aggiunge.

Si definisce «un umile clown, un portatore di sorrisi» e per questo sente di avere una grande responsabilità, soprattutto ora. «Di questi tempi, chi fa il mio mestiere, ha il compito di controbilanciare il bollettino continuo di vittime del Covid che ha invaso i palinsesti. Ci siamo scoperti un Paese abitato da virologi, ognuno dei quali ha una sua interpretazione». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web