Il Tirreno

Elegante, esotico e inquietante: Bela Lugosi leggendario Dracula

Francesca Lenzi
Elegante, esotico e inquietante: Bela Lugosi leggendario Dracula

Novant’anni fa il film di Tod Browning con protagonista l’attore ungherese. Da allora decine di pellicole con vari interpreti, parodie e contaminazioni  

4 MINUTI DI LETTURA





La proiezione in anteprima del 12 febbraio 1931 al Roxy Theatre di New York accende la luce su quello che diventerà un grande classico del cinema dell’orrore. Le indiscrezioni rilasciate dalla stampa su presunti svenimenti in sala dovuti all’impatto emotivo delle immagini sul grande schermo e l’uscita in tutti i cinema statunitensi a partire dal giorno di San Valentino, faranno il resto.

CANDELINE PER DRACULA

Compie 90 anni il Dracula di Tod Browning, esperto regista dell’epoca del muto, prestato al sonoro con la storia del conte di Transilvania, narrato da Bram Stoker nelle pagine del romanzo pubblicato nel 1897, già tradotto per il teatro da Hamilton Deane e John L. Balderston nel 1924. La leggenda riferisce, tuttavia, di un set non particolarmente organizzato, nel quale Browning, distratto da problemi personali, avrebbe lasciato carta bianca al direttore della fotografia, Karl Freund. Browning girerà poi, l’anno successivo, il proprio capolavoro, Freaks, classico del genere macabro sul mondo chiaroscuro del circo dell’orrore.

I MOSTRI UNIVERSAL

Fu anche la prima pellicola del ciclo horror prodotto dalla Universal a partire dagli anni ‘30, seguito subito dopo dal Frankenstein di James Whale, interpretato da Boris Karloff, dopo il rifiuto sdegnato di Bela Lugosi che riteneva inaccettabile recitare i panni di una sorta di spaventapasseri truccato. Lugosi che, dopo la versione raccapricciante del conte Orlok in Nosferatu, rappresentò un Dracula affascinante e magnetico, elegantemente inquietante.

BELA LUGOSI

Un ruolo, tuttavia, quello del nobile vampiro che gli è rimasto attaccato addosso per tutta la vita, creandone un’icona dalla quale non riuscì più ad affrancarsi. Scelto con qualche dubbio nel 1931, dopo la morte di Lon Chaney, e per l’esperienza che già aveva maturato nella rappresentazione teatrale alla fine degli anni ‘20, l’attore ungherese tratteggiò il personaggio con una buona dose di fascino e mistero, dove l’enfasi gestuale e la pronuncia imperfetta e dilatata dell’inglese, hanno contribuito a renderlo leggendario. Nella versione italiana (da noi il film arrivò direttamente in televisione nel 1986) il doppiaggio fu affidato a Elio Pandolfi. Per Lugosi, Dracula fu l’apice della carriera così come la condanna della stessa. Dopo il film di Browning ottenne qualche parte, prevalentemente sempre nel genere horror, ma da comprimario, subendo un processo di forte rivalità con il collega Karloff. È andato poi nel tempo scomparendo, fra ruoli di caratterista e un declino sublimato nella collaborazione dagli anni ‘50 con Ed Wood, definito da molti come “il peggior regista di tutti i tempi”. A lui Tim Burton dedicò l’omonimo film del 1994, per il quale Martin Landau, nei panni di Lugosi, vinse l’Oscar.

GLI ALTRI DRACULA

Non tutti sapranno che, contemporaneamente al film di Browning, fu girata, utilizzando gli stessi set, anche una versione spagnola prodotta sempre dalla Universal, diretta dal regista George Melford. Universal che, visto il successo della pellicola con Bela Lugosi, sfruttò il personaggio con cinque film, fra il 1936 e il 1948, nei quali appare la figura del conte (La figlia di Dracula, Il figlio di Dracula, Al di là del mistero, La casa degli orrori, Il cervello di Frankenstein). Alla fine degli anni ‘50 la casa di produzione inglese Hammer, proprio su ispirazione della Universal, realizzò un ciclo di titoli sui leggendari mostri. Inizia da qui il Dracula di Christopher Lee. Il suo è un modello che riprende l’algida eleganza di Lugosi, con l’aggiunta però di una vena spietata e temibile che lo ha reso uno fra i Dracula più apprezzati. Il cinema ha portato sul grande schermo svariate volte la figura del conte vampiro, fra pellicole più o meno riuscite e versioni anche parodistiche. Possiamo tranquillamente attraversare anche noi il tempo come il famoso vampiro arrivando a Dracula di Bram Stoker, diretto da Francis Ford Coppola nel 1992. Opera monumentale che oltrepassa il genere, impreziosita dall’interpretazione magistrale di Gary Oldman. Venendo ai giorni nostri, Dracula è una serie tv dal gennaio 2020 su Netflix, mentre sono in fase di lavorazione il progetto per il Dracula fedele al romanzo di Stoker della regista Karyn Kusama e la versione fanta-western del vampiro di Chloé Zhao. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web