Silvia Annichiarico e la sua vita spericolata nel mondo dello show
Luca Trambusti
MILANO. Silvia Annicchiarico è ben nota agli amanti dei programmi tv di Renzo Arbore. Il geniale conduttore/autore foggiano l’ha voluta nei suoi famosi show: “L’altra domenica” (1976/79) e “Quelli della notte” (1985) e nel cast del “Pap’occhio” (1980). Ora Silvia Annicchiarico ha deciso in un libro, dal titolo “Ma la notte... sì”, di ripercorrere la sua vita e la lunga ed eclettica carriera (cantante, tv, cinema e ora radio) raccontandosi senza sorvolare nemmeno sulle storie più piccanti. A mettere ordine nei tanti ricordi di Silvia ci ha pensato la giornalista Gabriella Mancini, la quale ha svolto un ottimo lavoro di cucitura e “traduzione” nel raccontare la vita (dal 1947 al 2021) della vulcanica showgirl.
Inevitabilmente pensando a lei appare la figura di Renzo Arbore, suo mentore ed estimatore. «Conosco Arbore dal 1969 e abbiamo iniziato a lavorare insieme nel ‘77», dice Silvia. Arbore, intervenuto alla presentazione del libro aggiunge: «Non pensavo che Silvia avesse così tanti precisi ricordi. Questo è una sorta di dietro le quinte, racconta i retroscena del mondo dello spettacolo. Era intrigante nel ‘69 quando l’ho conosciuta – ricorda Arbore – Chiacchierava tanto e conosceva bene la musica. Io cercavo personaggi svegli, perspicaci e lei era perfetta. Con Silvia – aggiunge il suo scopritore – non c’è stata nessuna storia d’amore e questo ha reso preziosa la nostra amicizia».
E sì che di “storie d’amore” la protagonista nel libro ne ha dichiarate molte. «In Renzo – dice Silvia – ho trovato una famiglia, un benefattore, un filantropo, un consigliori, un amico, un padre. È un pilastro per me». “Ma la notte...sì” è anche un momento per fare il bilancio di 60 anni nello spettacolo e rivalutare la propria vita. «Rifarei tutto quello che ho fatto – dice Annicchiarico – Ora mi manca solo un compagno “di merende”, un badante. Sono abbastanza stronzetta – prosegue – lo dico anche nel libro. Alcune cose potevo evitarmele, gaffe e cattiverie e un po’ di superficialità nella mia difficile situazione familiare da ragazza. Comunque me la sono spassata non mi sono fatta mancare niente – E conclude – Per timore, affetto e rispetto alle persone mi sono fermata altrimenti sarei stata anche più piccante».
“Ma la notte...sì” raccoglie, con sincerità, i ricordi e gli incontri (tra gli altri i Beatles) di una vita davvero intensa. —
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