Il Tirreno

lutto nel cinema 

Addio a Cicely Tyson, la star di “Pomodori verdi fritti”

Alessandra Baldini
Addio a Cicely Tyson, la star di “Pomodori verdi fritti”

Pioniera nera a Hollywood, e prima afro-americana a ricevere l’Oscar Aveva aperto la strada del set a Viola Davis e tante altre attrici di colore

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Alessandra Baldini

NEW YORK. Hollywood dice addio a Cicely Tyson, la star di “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”, “Sounder” e “The autobiography di Mrs Pittman” che ruppe le barriere della razza a Hollywood e a Broadway. La prima afro-americana onorata con un Oscar alla carriera è morta a 96 anni.

Figlia di una cameriera e di un muratore emigrati dai Caraibi, Cicely si era sempre rifiutata di interpretare parti di cameriere, drogate o prostitute, ruoli che giudicava un insulto per le donne di colore. La svolta era arrivata nel 1972 con “Sounder” di Martin Ritt, in cui era entrata nei panni della moglie di un agricoltore di colore finito in prigione negli anni Trenta per aver rubato cibo per i suoi bambini. Due anni dopo lo special della Cbs “The autobiography of Mrs. Pittman”, adattato dal romanzo di Ernst Gaines, le fece vincere un Emmy e ispirò una giovanissima spettatrice, Viola Davis, a sognare di fare l’attrice. La Davis e la Tyson hanno poi lavorato assieme in “The help” ambientato in Mississippi all’epoca delle battaglie per i diritti civili in cui Cicely era la vecchia tata Constantine e per cui la Davis fu candidata agli Oscar, e in “How to get away with murder” (Le regole del delitto perfetto) il popolare teledramma legale della Abc prodotto da Shonda Rhimes in cui la Tyson faceva la madre di Viola. «Sono devastata. Mi hai fatto sentire amata e visibile in un mondo in cui noi ragazze color cioccolato siamo ancora sotto un mantello di invisibilità», ha commentato la star di “Ma Rainy’s Black Bottom” unendosi nel cordoglio a Barack e Michelle Obama. L’ex presidente nel 2016 aveva onorato la Tyson con la Medaglia della Libertà, la massima onorificenza civile degli Stati Uniti.

Per molti americani la Tyson incarnava l’ideale del movimento “Black is Beautiful”, regale sotto i turbanti e caffettani africani. Impossibile quantificarne l’impatto: non fu solo apripista per giovani attori neri negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, ma anche icona di stile, fin da quando nella serie tv “East Side/West Side” del 1963 sfoggiò una pettinatura afro facendo sensazione. Astemia, vegetariana, e per otto anni, dal 1981 al 1989, moglie di Miles Davis, «Cicely è la nostra Meryl Streep», aveva detto nel 2013 l’attrice e prima Miss America afro-americana Vanessa Williams.

In una lunga carriera Cicely Tyson aveva interpretato 29 film e almeno 68 serie e special tv (del 1977 “Radici” in cui faceva la mamma di Kunta Kinte), oltre a 15 produzioni teatrali tra cui “Tiger, Tiger burning bright” (1962) e “To be young, gifted and black” (1969). Era tornata a Broadway nel 2013 dopo tre decenni di assenza in una produzione di “The trip to bountiful”. E poi di nuovo nel 2015 con James Earl Jones nel revival di “The Gin Game”. —

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