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La storia di Sami Modiano bimbo scampato al lager

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ROMA. Fra i tanti libri usciti in questo periodo per il Giorno della Memoria, ne segnaliamo uno che può essere adatto sia agli adulti che ai ragazzi: “Tana libera tutti. Sami Modiano, il bambino che tornò da Auschwitz” di Valter Veltroni (Feltrinelli, pp. 160, 13 euro).

Il libro ripercorre in modo dettagliato la vita di Samuel (detto Sami) Modiano, romano, 90 anni compiuti il 18 luglio scorso, che da ragazzino, nel 1944, fu internato con il papà Jacob e la sorella Lucia nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Riuscì, unico della sua famiglia, a sopravvivere e poi, da adulto, ha scelto di farsi “memoria”, con la sua stessa vita e il suo corpo marchiato con il numero B7456. Veltroni si mette nei suoi panni, rispettando quell’ingenua incredulità e quel dolore che Sami provò da giovanissimo. Soprusi che per lui iniziarono già quando a 8 anni fu espulso da scuola, smettendo in quel momento di essere «un bambino che guardava al futuro» e diventando, in quanto ebreo, nella logica malata del nazismo «solo un rifiuto da rimuovere». —

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