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lo spettacolo 

Poesie di Majakovskij per rock e attrice Va in scena il progetto di Bigazzi e Cappelli

Guido Siliotto
Poesie di Majakovskij per rock e attrice Va in scena il progetto di Bigazzi e Cappelli

Il concerto-reading bloccato dalla pandemia da Covid sarà trasmesso sui social martedì per Materiali Sonori 

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Guido Siliotto

Si chiama “Io canto il corpo elettrico – e abbraccio quelli che amo” il concerto-reading di Arlo Bigazzi e Chiara Cappelli dal Museo Venturino Venturi di Loro Ciuffenna, che verrà trasmesso martedì alle ore 21 sul canale YouTube di Materiali Sonori e sulle pagine Facebook e Instagram dell’etichetta e del Comune di Loro Ciuffenna.

Uno spettacolo che ruota attorno al progetto dedicato al poeta Vladimir Vladimirovic Majakovskij: un doppio Cd, pubblicato da Materiali Sonori, un libro, uscito per Zona Editrice, e persino delle t-shirt e stampe d’arte. Avrebbero voluto promuoverlo nei club e nei teatri, ma il lockdown ha imposto lo stop: ecco perché questo spettacolo, che prende spunto dalle poesie di Majakovskij e alcuni testi di Walt Whitman diventa occasione per un assaggio anche dei brani contenuti nel disco (“Majakovskij! – Il futuro viene dal vecchio ma ha il respiro di un ragazzo”) che vede poesie e brani della biografia recitati da Chiara Cappelli sulle musiche composte da Arlo Bigazzi, qui accompagnati da Lorenzo Boscucci (tastiere), Mirio Cosottini (tromba e flicorno) e Lorenzo Moka Tommasini (tastiere). Un lavoro che spicca per lo spessore del risultato: per la bravura di Cappelli, capace di sintonizzarsi sia con la recitazione di stampo teatrale che con la giusta enfasi che richiede un concerto rock; ma neppure stupisce, d’altro canto, la qualità della musica, composta da un veterano come Bigazzi, artista con una lunga carriera e dall’ampio ventaglio stilistico, che abbraccia rock, elettronica, etnica e jazz.

«In questo disco c’è tutto me stesso – spiega Bigazzi – tutta la musica che ho frequentato nella mia vita, sia come artista, che come ascoltatore. Ma, soprattutto, non volevo creare un banale suono d’atmosfera adatto ad un classico reading, bensì le basi di canzoni, su cui Chiara potesse recitare le parti vocali».

«Chiara – prosegue Bigazzi – ha iniziato a tradurre daccapo alcune poesie di Majakovskij, che nelle vecchie versioni pativano l’ingiuria del tempo, e io ho potuto riscoprire un artista che mi aveva appassionato parecchio da ragazzo, ma che avevo accantonato per quella dimensione da eroe della rivoluzione che gli era stata appiccicata addosso. È per questo che abbiamo voluto evidenziare la sua giovinezza, l’età in cui tutti proviamo a ribellarci alle regole, ma la stessa transmedialità del progetto rispecchia la sua personalità poliedrica: poeta, regista, attore, pittore e tanto altro. Il nostro obiettivo non è ovviamente filologico, ma solo quello di incuriosire, una sorta di esortazione ai giovani di oggi. Ne usciranno cambiati, difficile dire in che modo».

L’emergenza Covid sta creando non pochi problemi anche a chiunque voglia fare cultura in questo paese. «È comprensibile la necessità di ridurre le occasioni di incontro, ma è una scelta miope colpire il settore più indifeso, quello della cultura, che tra l’altro aveva dimostrato la maggiore serietà nell’attenersi alle regole». —

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