Trent’anni di “Edward mani di forbice” L’ascesa (e la caduta) di Johnny superstar
Col film di Tim Burton iniziò la straordinaria carriera di Depp ora di fatto finita per l’accusa di maltrattamenti all’ex moglie
«Da dove viene la neve?», chiede la bambina. «Oh, è una lunga storia – risponde la nonna – Credo proprio che dovremo iniziare dalle forbici». C’era una volta, in un tempo lontano, un uomo che aveva forbici al posto delle mani. Il suo nome era Edward e abitava nel castello in cima alla montagna.
Tim Burton nel 1990 aveva già diretto tre film: Pee-wee’s Big Adventure, Beetlejuice e Batman. Proprio il clamoroso successo del pipistrello di Gotham City (nel primo week-end di uscita guadagnò oltre 40 milioni, per un totale nel mondo di più di 410 milioni di incasso) convinse la Warner a chiedere a Burton subito un seguito. Il regista, però, aveva in testa un’idea. Più che un’idea, un’immagine. Provate a indovinare quale fosse. Ebbene sì, era proprio quel ragazzo con forbici al posto delle mani, incapace di toccare qualcosa o qualcuno senza provocarne la rottura o il ferimento. La Warner rifiutò il progetto, accolto invece dalla 20th Century Fox che lasciò campo libero all’immaginazione di Burton e della sceneggiatrice, scrittrice di libri per bambini, Caroline Thompson. E per interpretare Edward, Burton tirò fuori dal cilindro il quasi sconosciuto Johnny Depp che con la sua prova fu candidato al Golden Globe come migliore attore.
Edward mani di forbice fu proiettato negli Usa per la prima volta il 6 dicembre 1990 a una première a Los Angeles, uscendo nelle sale il 14 dello stesso mese. In Italia arriverà il 25 aprile dell’anno successivo, facendo innamorare il pubblico di quello stranissimo freak nato per magia dalla mente di uno scienziato un po’ pazzo, all’interno di un laboratorio fantastico pieno di meccanismi. «Non mi ha finito», spiega tuttavia Edward a Peggy Boggs, rappresentante di zona Avon, arrivata al castello per vendere cosmetici. La donna, animata dalle migliori intenzioni, porta via Eddie accogliendolo in famiglia e in una comunità che, costretta nella propria banalizzante esistenza, smania per conoscere proprio lui, il diverso. Lui, volto pallido incorniciato da un cespuglio di capelli corvini, piombato nel bel mezzo di un quartiere color pastello, con le case tutte uguali, le auto che escono ogni giorno dai viali, brulicanti di individui vestiti come dipinti. Il pistacchio, l’azzurrino, il giallo smorto, il rosa confetto, si mescolano nell’immaginazione di Edward, catapultato in un ambiente dai colori eterogenei che, per contrappasso, diventano uniformi e standardizzati. Il quartiere, ispirato a Burbank, città natale di Burton, si trova a Tampa, in Florida.
Edward è la storia del diverso che suscita curiosità per la sua aria esotica ma che, contemporaneamente, subisce il tentativo di normalizzazione all’interno della comunità, incapace di accettarlo veramente per come è. Edward è l’alter ego di Tim Burton, freak a sua volta, libero grazie alla fantasia di un mondo pieno zeppo di mostri e creature fantastiche. Edward mani di forbice è soprattutto una favola, una storia d’amore senza tempo, impreziosita dalla colonna sonora affidata a Denny Elfman.
Edward mani di forbice non è probabilmente il film migliore di Burton da un punto di vista qualitativo, ma è il film del cuore per il pubblico. Il racconto più personale di un regista che infila nel cast anche un suo mito di infanzia, quel Vincent Price delle pellicole horror di Roger Corman. Ha conquistato complessivamente al botteghino 86 milioni di dollari, ma soprattutto la gratitudine di ogni sognatore che in Edward trova un po’ di se stesso. E poi ha dato ufficialmente il via alla carriera di Johnny Depp fino a quel momento giovanissima star in una serie tv. Da Edward mani di forbice in poi sarà l’attore feticcio di Burton e una star internazionale acclamata e ricercata da ogni dove. Terry Gilliam, Mika Kaurismäki, Roman Polanski, sono solo alcuni dei registi con i quali lavorerà, prima di approdare alla corte di Gore Verbinski nei panni del pirata Jack Sparrow. Una carriera, quella di Depp, tormentata da sempre da eccessi, amori travagliati, alcol e droghe. L’ultimo scandalo, per il caso sulle presunte violenze domestiche all’ex moglie Amber Heard, e la successiva sconfitta in tribunale contro il Sun che l’aveva definito «picchiatore di mogli», l’hanno portato al licenziamento dalla saga Animali Fantastici, proiettandolo in una spirale di autodistruzione. La sua carriera, a tre decenni dalla rivelazione Edward, è praticamente finita.
Nei 30 anni cult di Edward mani di forbice però Depp continua a essere quel ragazzo strano, nato dal genio di uno scienziato un pazzo che, per la prima volta, fece cadere la neve su tutti noi. —
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