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Consoli l’antisocial «Non basta un tweet per gioie e dolori: amo raccontare le storie»
La cantautrice nella colonna sonora di “Mulan” della Disney «Esperienza bellissima, una canzone che sento mia»
LUCA DONDONI
«Coraggio, Onestà e Lealtà», interpretata da Carmen Consoli, è il brano portante dei titoli di coda della versione in italiano del film “Mulan” disponibile su Disney+ e titolo di punta di questo Natale, un successo annunciato anche in un momento difficile come questo, in cui le sale cinematografiche sono ancora chiuse al pubblico. Il brano originale dal titolo “Loyal, Brave, True” è cantato da un’altra grandissima artista, Christina Aguilera e non appena è uscito sul mercato americano ha ottenuto un grande successo, così come la pellicola interpretata da Liu Yifei.
«Coraggio, Onestà e Lealtà è una canzone che usa un linguaggio semplice, diretto, estremamente poetico - racconta Carmen, felice di vivere questa fase artistica del tutto nuova -. Mulan è stata una grande spinta, quando mi hanno chiesto di cantare il pezzo in italiano ero nel mezzo della produzione del mio disco e così l’ho cantata con lo stesso afflato con il quale ho cantato le mie canzoni».
Come ha reagito quando le hanno proposto di cantare in un film della Disney?
«Mi sono emozionata, mi piace molto il personaggio, lo staff Disney è stato meraviglioso e la canzone è scritta molto bene.
Ho cercato di curarla come una canzone mia e devo dire di essermi sentita un po’ Mulan».
Quando ha visto il film?
«Con largo anticipo sull’uscita grazie a quelli che chiamano screeners, anche se non sapevo come far partire queste anteprime sul mio computer.
Io, mamma e una nostra amica ci siamo emozionate ed è scappata anche una lacrimuccia».
Il New York Times ha parlato di lei definendola «una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale con una voce piena di dolore, compassione e forza». Anche per quell’intervista la Disney ha messo gli occhi su di lei.
«Sono grata e colgo queste cose come pillole di coraggio, mi sento fortunata e privilegiata e spero di onorare questo tipo di considerazione che si ha di me. Parlandone con i ragazzi che si occupavano della messa in opera della trasposizione musicale in italiano ho capito che c’era molta affinità. Mi dicevano: «Sussurra e non urlare».
Credo di essere stata scelta tra tanti artisti perché volevano una cantautrice padrona di una vocalità singolare».
Non è certo il momento per uscire con nuovo disco, ma a quando il nuovo album di Carmen Consoli?
«Proprio quando ero pronta mi è piombata addosso questa pestilenza. Le giuro, nella vita faccio mille cose ma se proprio devo fare un disco lo faccio quando mi va, senza alcun obbligo. Il nuovo, bellissimo album che ho pronto doveva uscire addirittura un anno fa. Ho dovuto rimandare anche un concerto all’Arena di Verona e un mare di altre cose.
Ma nel 2021 esco e sto scalpitando per aprire una fase del tutto nuova».
Lei è molto defilata rispetto all’esposizione mediatica di tanti suoi colleghi.
«C’è chi si trova a proprio agio ma al giorno d’oggi credo che un valore importante sia il tempo che dai a te stesso.
Non si può sintetizzare un dolore, una gioia o un pensiero in un tweet. Va contro il ragionamento, il dialogo, la filosofia, l’amore del ragionamento. Amo stare a tavola, studiare la gente, conoscerne le storie raccontate a voce.
Mio figlio mi aiuta ma tutt’ora non so cosa siano Facebook oppure Twitter. WhatsApp me l’hanno appena installato.
Lasci stare. Per me la “socialité” è un tema del quale sono volontariamente inconsapevole».
Ci sono voci che la vorrebbero al Festival di Sanremo?
«Mi piacerebbe tanto poter tornare lì con un’orchestra perché sono contenta delle canzoni che ho scritto, ma ho un piccolo problema: vivo molto male l’idea della gara.
Essere ospite mi permetterebbe di tornare su un palco, nel 1996 con “Amore di plastica! mi vennero tutti i capelli bianchi per la tensione.
Chissà, magari ora Amadeus mi chiamerà». —
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