Il Tirreno

Boomdabash, quella voglia di leggerezza

LUCA TRAMBUSTI

In uscita la raccolta di diciannove brani solari e ritmati: “Don’t Worry” si candida a diventare il tormentone natalizio

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LUCA TRAMBUSTI

Dopo quindici anni di attività i Boomdabash decidono di raccontarsi mettendo in fila 19 brani della loro produzione a cui aggiungono tre inediti. “Don’t worry (Best Of 2005-2020)”, che esce venerdì 11, prende il titolo dal nuovo omonimo singolo (con relativo video disponibile su You tube). “Don’t worry” è un inno alla positività e si candida come possibile tormentone natalizio. Proprio sui “tormentoni”, quelli estivi, la band salentina ha costruito la sua fortuna. Ma oltre le hit della bella stagione i quattro hanno sfornato sempre dei potenziali successi da classifica in una carriera lunga quindici anni. Anche per questo motivo i Boomdabash “compilano” questa raccolta. «È un regalo a chi ci ha seguito in questi quindici anni - dicono - una tracklist che è un viaggio e presenta i momenti salienti e clou della carriera. È un modo per far viaggiare nel tempo anche chi ci ascolta da poco, chi ci conosce per le hit senza sapere chi siamo stati prima, prima dell’era dei tormentoni». Per sorpresa di qualcuno, quella dei Boomdabash è una lunga carriera costruita con determinazione e con l’insegna «la musica ci ha salvato la vita» ben illuminata. «La nostra – dicono - non è solo passione ma un sogno che abbiamo costruito sin da ragazzi. Arriviamo tutti da situazioni umili e modeste. Ora ovviamente temiamo di perdere tutto e per non farlo lavoriamo con passione. Siamo ragazzi cresciuti per strada, a Mesagne, in anni dove la vita non era semplice - confessano - e non sempre facile trovare strade positive al posto di quelle sbagliate. La nostra è stata un’adolescenza difficile, con origini modeste, sacrifici economici e familiari. La musica - dicono - è la via d’uscita che abbiamo cercato e voluto anche quando tutti ci osteggiavano e nessuno credeva in noi. Molte persone ci hanno messo i bastoni tra le ruote - concludono - hanno buttato negatività su di noi, ma abbiamo superato tutto e ora chi ci osteggiava ha capito che, come diciamo in una canzone, siamo cavalli vincenti». Dunque, una musica salvifica e di rivincita sociale che può essere di esempio anche per le nuove generazioni, quelle a cui i Boomdabash si rivolgono. Uno dei tre inediti, “Nun Tenimme Paura” di e con il napoletano Franco Ricciardi, racconta proprio questo: la loro vita prima dell’arrivo della musica e del successo. L’altro inedito “Marco e Sara” (con l’immediato e voluto tributo a “Anna e Marco” di Lucio Dalla) racconta della vita nel sud, delle difficoltà, della voglia di scappare. «Questa situazione in realtà - dicono - non è solo tipica del nostro sud, è una cosa comune a tanti giovani. Molti se ne vanno dalla propria terra ma la portano sempre nel cuore, senza denigrarla». “Don’t worry” il nuovo singolo inedito è ancor più un inno alla positività, dato il contesto in cui viviamo in questo periodo. “Il brano in realtà - spiegano - è precedente alla pandemia. Con il lockdown ci siamo fermati ma era pronto e doveva uscire. C’è una concomitanza di cose ma la speranza ora deve essere anche più forte. Il video (in cui una ragazzina mette le cuffie con la canzone per allontanarsi dalle liti familiari) vuole significare che la musica ha il potere di liberarti, di allontanarti dalle difficoltà». I Boomdabash allora con una musica solare, ritmata, segnata dal reggae, riescono ad andare oltre il semplice tormentone, la canzone che ti accompagna per l’estate. In quindici anni hanno parlato molto al pubblico mentre lo facevano ballare. —

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