Il Tirreno

STASERA SU RAI1: frassica tra i protagonisti 

Storie di vero coraggio Il processo alla mafia diventa una docufiction

MICHELA TAMBURRINO
Storie di vero coraggio Il processo alla mafia diventa una docufiction

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MICHELA TAMBURRINO

Cosa Nostra vista con gli occhi di Tommaso Buscetta. Oppure Cosa Nostra vista con gli occhi di Giovanni Falcone. Un malavitoso e un servitore dello Stato, il loro sguardo rivelatore ha generato film di pregio e fiction di vaglia. Gli opposti che si avvicinano e dialogano per fare luce su un tutto che ha pesato sull’Italia come macigno. C’è chi questo orrore lo ha guardato dritto in faccia, i giudici popolari al Maxiprocesso di Palermo contro la mafia. Dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987, il più grande processo penale mai affrontato al mondo, che vide alla sbarra degli imputati 475 membri di Cosa Nostra. Dopo 349 udienze, gli 8 membri della Corte d'Assise, due giudici togati, Alfonso Giordano e Pietro Grasso e i 6 giudici popolari di cui 4 donne e 2 uomini, si ritirarono in camera di consiglio per 36 giorni, la più lunga camera di consiglio della storia giudiziaria. Da questo infinito isolamento ne uscirono forti dei 19 ergastoli e di 2665 anni di reclusione complessivi comminati. Di tutto questo la Rai possedeva l’intera registrazione conservata a Palermo in circa 1400 cassette in via di deterioramento. Finalmente riconvertite in file hd dopo un lavoro certosino, sono servite da solida base per la realizzazione di questa bella docufiction prodotta dalla Stand by me di Simona Ercolani e da RaiFiction da pochi giorni diretta da Maria Pia Ammirati: “Io, una giudice popolare al Maxiprocesso”. Alla regia Francesco Miccichè, protagonisti Donatella Finocchiaro nei panni della giudice popolare e Nino Frassica in quelli del togato Alfonso Giordano, in onda stasera su Rai1. Per Donatella Finocchiaro la responsabilità di incarnare tre delle quattro giurate in un unico personaggio: Maddalena Cucchiara, Francesca Vitale, Teresa Cerniglia, le stesse che appaiono nelle interviste, prezioso materiale chiamato ad arricchire la docufiction, assieme alle testimonianze dei protagonisti dell’epoca. Autrice del soggetto che ha unito fiction e documentario per un inedito linguaggio televisivo, é la stessa produttrice Simona Ercolani: «L’idea é nata dalla mia passione per gli eroi civili. In più mi piaceva dare voce a chi aveva vissuto questo pilastro della storia giudiziaria dal di dentro ma senza mai averne parlato. E mi aveva colpito che tra i giurati ci fossero soprattutto donne. Abbiamo girato nell’aula bunker, siamo entrati nella stanza degli orrori, abbiamo ricostruito la storia della Sicilia attraverso questo spartiacque. La sfida finale era rendere appetibile tanto materiale agli spettatori di Rai1». —

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