Meteo
Ecco la mini-luna: il detrito di un vecchio razzo spaziale oggi si “incontra” con la terra
Il passaggio ravvicinato previsto per questa mattina alle 9,47 a una distanza di 50mila chilometri. Si tratterebbe di un modulo che fu lanciato nel 1966
MILANO
È previsto per oggi alle 9:47 ora italiana, l'attesissimo incontro ravvicinato tra la Terra e la sua nuova “mini-lunà”2020SO: il misterioso oggetto catturato dalla gravità terrestre (forse un asteroide o molto più probabilmente un detrito spaziale) passerà senza comportare rischi a una distanza di circa 50.000 chilometri, pari al 13% della distanza che separa Terra e Luna.
I telescopi di mezzo mondo si stanno preparando all'osservazione di questo strano visitatore che sarà invisibile a occhio nudo. Un assaggio lo hanno dato ieri sera gli strumenti del progetto Virtual Telescope, con una diretta online.
Inizierà a poche ore distanza dall'eclissi di penombra con cui la Terra ieri mattina ha debolmente offuscato l'83 per cento del disco lunare: lo spettacolo, culminato quando in Italia erano le 10:44, è durato 4 ore e 21 minuti, risultando visibile da Asia, Australia e America.
È come se la Terra avesse voluto oscurare la Luna per nasconderle l'imminente “tradimento” con il suo nuovo 'partner occasionalè, l'oggetto 2020SO: scoperto il 17 settembre scorso dal telescopio Pan-Starrs 1, è stato inizialmente identificato come un asteroide di 4-12 metri di diametro. Osservazioni successive, fatte anche grazie al telescopio Cassini dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Bologna, hanno invece alimentato l'ipotesi del detrito spaziale.
«Si tratta quasi sicuramente del secondo stadio di un razzo Atlas-Centaur usato nel settembre 1966 dalla Nasa per lanciare la sfortunata sonda lunare Surveyor 2, che poi si schiantò sulla superficie lunare in un punto tuttora sconosciuto», spiega sul sito Media Inaf l'astronoma Giovanna Stirpe dell'Inaf di Bologna. Dopo il 'salutò alla Terra del 1 dicembre, 2020SO sarà di nuovo protagonista il 2 febbraio 2021 di un altro passaggio ravvicinato, anche se meno stretto: «passerà a 220 mila chilometri di distanza e poche settimane dopo si libererà dall'abbraccio con la Terra», conclude l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile di Virtual Telescope. —
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