Meteo
Maigret per sempre: ora tocca a Depardieu mantenere verde il celebre commissario
Il regista Patrice Leconte ha scelto il “monumentale” Gègé per interpretare il personaggio creato da George Simenon
Nelle pieghe più nascoste della vita quotidiana, nei percorsi di individui anonimi, resi speciali da circostanze tragiche, condizioni economiche disagiate, destini ingiusti. Più che al meccanismo classico del noir, chi è l’assassino e perché, l’ispettore Jules Maigret preferisce, da sempre, l’indagine psicologica, lo scavo nei sentimenti. Grazie a questa cifra, universale e persistente, il personaggio inventato da Georges Simenon continua, nonostante le numerose versioni cinematografiche e televisive, ad attirare l’interesse di autori e interpreti.
La prossima incarnazione è firmata dal regista 72enne de Il marito della parrucchiera Patrice Leconte ed è affidata al monumento della recitazione Gerard Depardieu. Un matrimonio perfetto, fa sapere Leconte, di quelli a sorpresa, che si realizzano quando le cose sarebbero dovute andare in tutt’altro modo. In un primo tempo, al posto del colossale Gègé, avrebbe dovuto esserci Daniel Auteuil che, però, dopo aver insistito per avere il ruolo e dopo aver letto la sceneggiatura, ha gettato la spugna, temendo, forse, di essere sovrastato dalla popolarità del personaggio, pericolo che, per Depardieu, non è neanche ipotizzabile: «Gerard – ha dichiarato Leconte – ha la pesantezza, e non parlo di peso, che caratterizza il personaggio. I silenzi di Depardieu, la sua calma, la sua umanità, lo rendono il Maigret ideale, quello sognato».
Il romanzo scelto per questa nuova rappresentazione è Maigret et la jeune mort, le riprese, più volte rimandate per problemi di finanziamenti, sono fissate per la prossima primavera, la colonna sonora sarà firmata dal compositore inglese Michael Nyman e la sceneggiatura è stata già approvata dal figlio dello scrittore, John Simenon: «Quello che interessa Maigret – spiega Patrice Leconte – non è tanto scoprire i colpevoli, quanto immergersi in un universo sconosciuto, scoprire i rapporti che legano le persone». Così l’interrogativo che muove il protagonista di Maigret et la jeune mort riguarda la personalità della ragazza scomparsa, ma la ragione profonda che lo spinge a occuparsene è il pensiero che «quella giovinetta avrebbe potuto essere sua figlia».
Per la prima volta nei panni di una figura cardine della letteratura francese, Depardieu ha già dichiarato tutto il suo entusiasmo spiegando di avere molto in comune con la figura di un commissario all’antica, dotato d’infallibile istinto e di capacità empatica, amante della buona cucina e di quella quiete di cui l’attore sostiene di avere, oggi più che mai, bisogno: «Il bello di Simenon – osserva Leconte – è che anche nelle sue opere minori ci sono sempre venti o dieci pagine straordinarie». In questo aspetto, prosegue il regista, Depardieu gli somiglia, anche nei film imperfetti «Gerard regala almeno un pugno di minuti favolosi».
Una cosa è certa, la sua prova scatenerà paragoni, perché Maigret, come tutti i personaggi fenomeno, è un terreno minato. Lo sanno bene i tanti attori che hanno fumato la pipa all’ombra della Torre Eiffel. In testa Jean Gabin che, nel 1958 con Il commissario Maigret di Jean Delannoy, apriva una lunga serie di successi creando una sintonia quasi simbiotica fra attore e personaggio: «Ormai – dichiarava lo scrittore Claude Mauriac – il mito Maigret e il mito Gabin si confondono al punto da non essere più distinguibili».
Sorte simile toccò, anni dopo, a Gino Cervi, interprete, per la Rai, de Le inchieste del Commissario Maigret, 16 sceneggiati divisi in 35 puntate che hanno fatto la storia della tv di Stato, inchiodando davanti al piccolo schermo 18 milioni e mezzo di spettatori. Dietro le quinte, in veste di delegato di produzione, c’era, all’epoca, Andrea Camilleri, mentre il regista era Mario Landi e fu proprio lui a volere Cervi nelle vesti del più celebre poliziotto d’oltralpe. Nel 2004 Sergio Castellitto ha accettato l’onere del confronto nella fiction diretta da Renato De Maria con Margherita Buy nel ruolo della moglie del commissario, lo stesso che, ai tempi di Cervi, era stato affidato a Andreina Pagnani. Dell’ampia galleria dei Maigret per cinema e tv fa parte anche la versione di Rowan Atkinson, irresistibile Mister Bean, arruolato nella miniserie britannica tratta da Simenon e prodotta dal figlio John, con esiti giudicati discutibili: «Somiglia a Maigret – ha commentato Leconte in un’intervista – quanto io somiglio al papa». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
