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“Dalla”, nato sul muro di Berlino Dopo 40 anni il cd rimasterizzato
Il ricordi del chitarrista Portera: salì su una torretta, scese e scrisse “Futura” Un disco ancora attuale, che parla della forza dell’amore e della speranza
LUCA TRAMBUSTI
Nel 1980 Lucio Dalla pubblicò il secondo episodio della cosiddetta trilogia da vero cantautore. Furono tre album in studio (Lucio Dalla - 1979, Dalla - 1980 ed il Q Disc di 4 brani dell’81) tra cui s’incastrò il non certo bellissimo (dal punto di vista tecnico) ma assai significativo “Banana Republic” del 1979 che testimoniava il tour negli stadi con Francesco De Gregori. Da tempo la discografia di Lucio è oggetto di riproposizione e così dopo la pubblicazione nel 2017 del cofanetto di “Com’è profondo il mare” (1977) e la ristampa nel 2019 di “Lucio Dalla” arriva adesso, il 13 novembre, la nuova edizione di “Dalla”. Ovviamente su tutte le uscite è stato fatto un intervento sulla qualità audio partendo dai nastri originali. Dei tre album da cantautore questo “Dalla” è il più riuscito e può essere incluso tra i migliori dischi della produzione d’autore italiana. Il passaggio tra i ’70 e gli ’80 fu per Lucio Dalla un periodo di grande qualità. Nella sua carriera il bolognese ha ribaltato schemi e classicismi, introducendo nella sua musica il jazz o altre forme che lo hanno reso unico e capace di superare i tempi. Qui Lucio tocca il tetto della qualità. Gli otto brani dell’album sono altrettante gemme, quasi filmiche, tra cui spiccano “Balla balla ballerino”, “La sera dei miracoli”, “Cara” e su tutte “Futura”, una canzone di speranza, proiettata verso il futuro con il grande ottimismo, tipico di Lucio. Le origini di quella canzone le ricorda Ricky Portera, chitarrista per 33 anni del musicista bolognese e membro degli Stadio. «Quel brano - dice - è nato a Berlino. Una sera siamo andati lungo il muro e Lucio è salito su una delle torrette sulla parte est della città. Quando è sceso da lì abbiamo capito che era rimasto colpito. Da quell’emozione è nata “Futura” che è la voglia di guardare a qualcosa di migliore, dove amore e speranza possano essere una prospettiva verso il futuro. È un disco della solitudine, che apparteneva a Lucio, che la considerava la condizione naturale della vita. E per lui le canzoni nascevano da sensazioni forti». Il disco, che uscì pochi giorni dopo la strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980), è ancora oggi un disco di grande attualità, che, come dice sempre Portera «superava la contingenza con argomenti senza tempo. Se uscisse oggi sarebbe ancora bellissimo e moderno». Innovativo e particolare fu anche il modo di realizzazione. «Per noi fu molto gratificante perché è frutto di una grande collaborazione con i musicisti e non a caso quello degli Stadio è il suono di Lucio. Lui - prosegue - era un amplificatore dei sentimenti, tirava fuori da ogni musicista ciò che aveva dentro per trasformarlo in musica». Ad accompagnare l’uscita è disponibile su You Tube il video di “Futura”, girato dal video maker Giacomo Triglia che rilegge la storia della protagonista della canzone. Nel cofanetto alcune foto di Bologna scattate da Camilla Ferrari e tanti interventi in merito al disco. Capolavoro da riscoprire. —
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