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Uffizi, la mostra apre e...chiude. Schmidt: pronti a lavorare online

GABRIELE RIZZA
Uffizi, la mostra apre e...chiude. Schmidt: pronti a lavorare online

Ieri doveva aprirsi l’evento sulle donne al tempo del romani, tra sculture e oggetti. Il direttore: ci rimetteremo quattro milioni, ma la nostra offerta non si fermerà

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FIRENZE. Un peccato, perchè la mostra “Imperatrici, matrone, liberte” che ieri avrebbe aperto al pubblico nelle sale al primo piano degli Uffizi, ostenta una armonica leggerezza che spesso visitando la Galleria passa inosservata. Anche i musei chiudono i battenti. E con essi le esposizioni. Un duro colpo cui in parte si cercherà di far fronte utilizzando le risorse della Rete ma che disegna un panorama di allarmante fragilità su quanto potrà ancora accadere. Agli Uffizi – dichiara il direttore Eike Schmidt - siamo pronti a dirottare sul web le nostre iniziative, riaprendo il museo in streaming coi nostri progetti speciali. Lo abbiamo fatto a marzo e adesso siamo ancora più preparati. Certo l'impatto economico della chiusura è molto pesante: più di un milione di euro al mese, quindi per i prossimi quattro mesi, che sono di bassa stagione si può ipotizzare una perdita di oltre quattro milioni. Agli Uffizi non c'è stato alcun assembramento, tanto meno in questo ultimo periodo. Tuttavia capisco le motivazioni di una chiusura legate non tanto all'affluenza quanto all'attrattiva che possono avere sulla gente come ragione per uscire di casa».

E allora non ci resta che ripiegare sul virtuale, attività che gli Uffizi hanno coltivato con cura, sia attraverso i social media che sul sito web. «Questi canali – dice ancora Schmidt - si sono anzi arricchiti di contenuti, abbiamo una presenza molto solida su cinque canali social e siamo pronti a rafforzare ancora la nostra comunicazione a distanza con il pubblico». Venendo alla mostra, si tratta di un ulteriore tassello di quella attenzione all'universo femminile che il museo ha messo in campo negli ultimi anni. Partendo dall'immenso patrimonio archeologico della Galleria, “Imperatrici, matrone, liberte” esplora i tanti e rilevanti ruoli ricoperti dalla donna nella società dell'antica Roma imperiale.

Ordinati dalla curatrice Novella Latini, sono trenta i pezzi che documentano questo scenario ingombro di figure potenti e determinate, donne indipendenti e ribelli, spesso discusse, con le loro storie, i loro segreti, le loro battaglie di emancipazione civile, politica ed economica. Fra le protagoniste troviamo i volti aristocratici di Agrippina Minore, la madre di Nerone, e di Domizia Longina, chiacchierata sposa di Domiziano, ma anche di più basso profilo, come quelli di Giunia Atte, prima schiava e poi liberta sposata al suo patrono, o di Pompeia Trebulla, potente matrona dell’élite di Terracina. Catalogo Sillabe. Info www.uffizi.it. —
 

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