Italia
A Montevarchi le opere di Rosai con molti inediti
MONTEVARCHI
Dieci dipinti e dieci disegni mai visti inducono a cambiare il punto di vista su Ottone Rosai, pittore fiorentino che negli anni tra le due guerre attraversò la scena dell’arte lasciando il segno. Schierato con il Regime e poi preso di mira per le posizioni non ortodosse e per la sua omosessualità, l’artista aveva aderito al Futurismo ma dopo un viaggio a Roma nel 1919 virò verso il “ritorno all’ordine” per una pittura “primitiva”, ispirata ai capolavori del Trecento e del Quattrocento, dai toni cupi, concentrata sui contadini, gli umili e la vita rurale. Rosai (1895-1957) si impose nel novembre 1920 con la prima mostra personale a Palazzo Capponi a Firenze. Cento anni dopo il Comune di Montevarchi gli dedica fino al 31 gennaio la grande retrospettiva che riunisce nel Palazzo del Podestà cinquanta disegni e oli tra cui, appunto, un numero consistente di inediti. Il curatore Giovanni Faccenda, considerato il massimo esperto di Rosai, le ha cercate tra le collezioni private, nelle case di chi lo conobbe. La scelta abbraccia il periodo dal 1919 al 1932, il punto più alto della sua produzione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
